I rischi della nuova legge elettorale: “Esaspererà le tensioni sociali in Italia”

01.06.2026 06:05
I rischi della nuova legge elettorale: "Esaspererà le tensioni sociali in Italia"

Critica alla nuova legge elettorale in Italia: rischio di conflittualità sociale

Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi, esprime preoccupazione per la proposta di nuova legge elettorale della maggioranza, attesa mercoledì in commissione Affari costituzionali della Camera. Secondo Benedetto, la soluzione proposta potrebbe intensificare la contrapposizione bipolare e aggravare le lacerazioni già presenti nella società italiana, riporta Attuale.

La sua inquietudine deriva dall’analisi del meccanismo elettorale previsto. “Nella nostra società, i conflitti sono in aumento: in politica, sui social, fino ai comportamenti individuali. In questo contesto, viene proposta una legge che polarizza due blocchi opposti. Questa non è una modalità di governo utile; dovrebbe piuttosto trasformare i conflitti in mediazioni”, ha dichiarato Benedetto.

Il presidente della Fondazione sottolinea la necessità di un meccanismo che promuova compromessi: “Il compromesso è essenziale nelle democrazie mature. In questa fase di tensione sociale, la politica dovrebbe mandare segnali opposti e non alimentare l’idea dell’amico-nemico”.

Nonostante ciò, la maggioranza sostiene che una legge più “selettiva” sia necessaria per la governabilità. Benedetto replica che c’è un paradosso nella richiesta di stabilità, visto che la governabilità è già stata raggiunta: “Perché affrontare tali questioni ora, dopo una fase di stabilità? Dobbiamo preoccuparci della rappresentanza, che non può essere sacrificata sull’altare della governabilità”.

Un ulteriore punto critico riguarda il rispetto della dimensione europea. “In gran parte d’Europa, il proporzionale è visto come una garanzia, non un problema. In molti Paesi è perfino previsto a livello costituzionale. In Italia, al contrario, viene percepito come una stranezza”, afferma Benedetto, evidenziando che una rappresentanza proportionale dovrebbe essere la norma e non l’eccezione.

Infine, riguardo alla prassi italiana che esige di conoscere il governo la sera delle elezioni, Benedetto la definisce una “bestialità”. “Nei maggiori sistemi parlamentari, i governi si formano attraverso negoziati post-elettorali. Trasformare una minoranza elettorale in maggioranza parlamentare è antitetico alla democrazia”, sostiene, avvertendo che questo è precisamente ciò che accadrebbe con la proposta in discussione.

Il rischio è quello di attribuire una maggioranza artificiale a una minoranza elettorale, creando un bipolarismo innaturale, basato su alleanze forzate piuttosto che su affinità politiche reali. “Luigi Einaudi avrebbe detto che stabilire per legge che il 40% equivale al 50% è contraddittorio”, aggiunge Benedetto.

Critiche persistono anche sulla nuova versione della legge sotto l’aspetto costituzionale. Seppur siano stati apportati alcuni aggiustamenti, permangono questioni rilevanti riguardanti il premio di maggioranza e il rapporto tra Camera e Senato: “Con liste bloccate e premio bloccato, i cittadini perdono ogni scelta sul voto”, afferma il presidente.

In conclusione, Benedetto propone un sistema proporzionale con soglia di sbarramento. “Il modello tedesco è il più sensato; la soglia potrebbe essere del 4 o 5%. Dobbiamo rappresentare il Paese reale, evitando frammentazioni eccessive”, conclude, sottolineando che il problema cruciale rimane il restituire ai cittadini la fiducia nel voto e nel Parlamento come luogo fondamentale della decisione politica.

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