Legge elettorale, accordo bipartisan sul voto fuori sede approvato all’unanimità dalla Camera

16.07.2026 08:06
Legge elettorale, accordo bipartisan sul voto fuori sede approvato all'unanimità dalla Camera

La Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità la riformulazione dell’emendamento Roscani relativo alla legge elettorale, che consente ai cittadini fuori sede di votare nel comune in cui risiedono temporaneamente, senza necessità di tornare nella città di residenza. L’emendamento, sostenuto da Fratelli d’Italia, ha ricevuto un totale di 353 voti favorevoli e sarà applicabile alle elezioni politiche ed europee, nonché per referendum abrogativi e costituzionali, riporta Attuale.

Questa votazione bipartisan, che ha accompagnato la Festa dell’Aula, segna un passo significativo verso una maggiore inclusione elettorale, permettendo a studenti, lavoratori e pazienti in cura di esercitare il loro diritto di voto nel comune di domicilio, votando per i candidati locali anziché quelli originari.

La prima trattativa nel centrodestra

Il consenso è giunto al termine di un complesso negoziato all’interno della maggioranza. Fratelli d’Italia e i movimenti giovanili, tra cui Gioventù nazionale e Azione universitaria, hanno svolto un ruolo cruciale nel promuovere un accordo per stabilire un regime permanente per il voto dei fuori sede. Superati i dubbi tecnici dei partner di coalizione, l’emendamento è stato formalmente sottoscritto da diversi esponenti, tra cui Fabio Roscani per FdI.

La nuova normativa non prevede seggi speciali, con gli elettori integrati nelle normali sezioni del comune di residenza temporanea. Roscani ha affermato in aula: «C’è la volontà di abbattere a picconate i muri che si mettono davanti alla partecipazione delle persone».

Il vertice delle opposizioni e i dubbi del Pd

Il confronto tra le opposizioni si è svolto in un clima di tensione. Il Partito Democratico ha cercato di mantenere una posizione di opposizione, sostenendo una proposta alternativa nello stesso campo. Tuttavia, con il sostegno pubblico di Giuseppe Conte e Angelo Bonelli, sempre più avvicinatosi alla proposta, il PD ha dovuto modificare la propria posizione. Bonafè ha commentato, evidenziando che pur non essendo ciò che avrebbero preferito, la riforma rappresenta un passo significativo verso l’inclusione.

Cosa cambia con la riformulazione

La nuova norma introduce l’elenco degli elettori fuori sede presso ciascun comune, rivisitando i requisiti di residenza. Per poter votare, gli elettori dovranno essere temporaneamente domiciliati per almeno nove mesi in un comune di una Regione diversa da quella di iscrizione. La richiesta dovrà essere presentata entro il 31 dicembre dell’anno precedente le consultazioni.

La nuova finestra fino a 45 giorni prima del voto

Una modifica importante riguarda chi diventa fuori sede dopo il 31 dicembre; con la revisione, gli studenti e lavoratori avranno la possibilità di presentare la domanda entro trenta giorni dal soddisfacimento dei requisiti, ma non oltre i quarantacinque giorni prima delle elezioni.

Per chi è in cura bastano tre mesi

Inoltre, per coloro che si trovano lontano per motivi di salute, il requisito è stato ridotto a tre mesi, consentendo così a chi riceve cure in un’altra Regione l’opportunità di votare.

Da una provincia diversa a una Regione diversa

Non tutte le modifiche ampliano i diritti. La recente versione richiede infatti che il domicilio si trovi in un’altra Regione, escludendo così gli elettori che si trovano in altre province della stessa Regione.

Dove e come si voterà

Infine, gli elettori fuori sede saranno distribuiti nelle normali sezioni del comune di domicilio. Ogni sezione non potrà avere oltre il 10% degli elettori già iscritti, per evitare congestioni, mentre il comune dovrà fornire attestati riguardanti la sezione assegnata.

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