Manager arrestato per caporalato: operai ridotti in condizioni di para-schiavitù a Milano

01.06.2026 06:05
Manager arrestato per caporalato: operai ridotti in condizioni di para-schiavitù a Milano

Manager arrestato per caporalato: lavoratori in condizioni di quasi schiavitù

Il manager turco Ulas Demir è stato arrestato ieri all’aeroporto di Orio al Serio mentre tentava di partire per Istanbul, il giorno dopo aver ricevuto un avviso di indagine per caporalato. L’inchiesta riguarda la sua società, la Caddell Construction, coinvolta nel restauro e nella costruzione della nuova sede del Consolato Usa a Milano, dove i lavoratori sono stati segnalati dalla Procura come trattenuti in condizioni di “para-schiavitù“, riporta Attuale.

Demir, di 47 anni, è stato portato in carcere a Bergamo su ordinanza del pubblico ministero Paolo Storari, che conduce l’inchiesta insieme al collega Mauro Clerici. La documentazione in prefettura lo identifica come rappresentante legale e datore di lavoro della Caddell Construction Co DE LLC India, che impiega lavoratori ‘importati’ dall’India.

Il 29 maggio, Demir è stato intercettato in una conversazione telefonica con un interlocutore non identificato, ma ritenuto un suo superiore, il quale gli ha consigliato di allontanarsi dal paese. Questa intercettazione ha fornito elementi per l’azione immediata da parte delle autorità, evidenziando la gravità della situazione lavorativa dei dipendenti coinvolti nello scandalo.

L’arresto di Demir segna un’importante tappa nell’azione contro il fenomeno del caporalato in Italia, un reato che continua a destare preoccupazione per le condizioni di sfruttamento dei lavoratori in vari settori. Le indagini continueranno per fare luce sulle modalità operative della Caddell Construction e sul numero totale di lavoratori coinvolti. La situazione è emblematiche di una crisi più ampia che coinvolge il mercato del lavoro in Italia e la necessità di una maggiore protezione per i lavoratori vulnerabili.

La Procura di Bergamo ha già avviato ulteriori accertamenti per verificare eventuali complicità e peraltro indagini collegati a questo caso sono già in atto in altre città italiane. L’azione delle autorità italiane diventa cruciale per garantire che tali pratiche non continuino a perpetuarsi nel sistema industriale, e il caso di Demir potrebbe rappresentare un punto di svolta per il contrasto a tale fenomeno.

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