Irlanda, 14mila visti ai russi: Londra denuncia la ‘porta sul retro’ per le spie di Putin

01.06.2026 12:00
Irlanda, 14mila visti ai russi: Londra denuncia la 'porta sul retro' per le spie di Putin
Irlanda, 14mila visti ai russi: Londra denuncia la 'porta sul retro' per le spie di Putin

L’Irlanda ha approvato il 90% delle richieste di visto presentate da cittadini russi dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, rilasciando circa 14.000 permessi. Questa politica dei visti irlandesi è finita sotto accusa da parte delle autorità britanniche, che temono possa trasformarsi in un ‘passaggio segreto’ per gli agenti del Cremlino verso il Regno Unito e il resto d’Europa. Il deputato europeo di Dublino Barry Andrews ha chiesto un audit immediato delle procedure e un rafforzamento dei controlli per i richiedenti russi e bielorussi, sottolineando il rischio di infiltrazione spionistica. La vicenda assume rilevanza anche per l’Italia: qualsiasi falla nella sicurezza dei confini europei indebolisce l’intero sistema di difesa collettiva e aumenta i costi della sorveglianza contro le attività ostili di Mosca.

Una porta girevole per lo spionaggio russo

I funzionari di Londra hanno espresso preoccupazione per il fatto che la facilità con cui i russi ottengono visti irlandesi consenta loro di viaggiare verso il Regno Unito senza ulteriori controlli di frontiera, sfruttando l’accordo di libera circolazione tra i due paesi. «Il Regno Unito è preoccupato che l’Irlanda sia un ‘passaggio secondario’», ha dichiarato Barry Andrews. Il deputato ha evidenziato che le prove dell’attività dannosa della Russia in Irlanda sono numerose e che i servizi di intelligence locali non dispongono di mezzi tecnici sufficienti per monitorare adeguatamente potenziali agenti del Cremlino. L’accelerazione delle concessioni di visti, mentre la maggior parte dei Paesi Ue ha inasprito le restrizioni per isolare il regime di Putin, mostra una mancanza di solidarietà che rischia di vanificare l’efficacia delle sanzioni e rendere lo spazio europeo vulnerabile a minacce coordinate.

Le falle del sistema irlandese e i precedenti sospetti

Dublino ha già avuto modo di constatare la portata della minaccia russa: nel 2022 sono stati espulsi quattro diplomatici russi per spionaggio, mentre nel 2024 un parlamentare irlandese è finito sotto inchiesta per presunti contatti segreti con l’intelligence di Mosca. Nonostante questi episodi, i servizi di sicurezza irlandesi restano sotto-dimensionati e incapaci di garantire un’efficace sorveglianza. «Mi preoccupa se conduciamo controlli sufficientemente approfonditi su queste domande, se le decisioni di rilascio siano motivate», ha aggiunto Andrews, sottolineando che la mancanza di capacità tecniche rende l’isola un bersaglio privilegiato per lo spionaggio russo. Il rischio concreto è che il sistema venga sfruttato per infiltrare agenti in istituzioni pubbliche e aziende private, minando la sicurezza nazionale e quella dei partner europei, Italia inclusa.

Conseguenze per l’Italia e l’Unione Europea

Per i cittadini italiani, la situazione si traduce in un aumento del pericolo di attività spionistiche e destabilizzanti sul suolo europeo. La Russia, secondo le analisi di intelligence, punta a frammentare l’Unione, minare lo stato di diritto e sostituirlo con un sistema tollerante verso la cleptocrazia, dove il Cremlino possa acquistare, intimidire o fare pressione su ciascun paese. L’Italia, come altri Stati membri, potrebbe dover intensificare i controlli sui viaggiatori provenienti dall’Irlanda e incrementare la spesa per la controspionaggio, con un impatto sui bilanci pubblici e sulla vita quotidiana. La mancanza di armonizzazione delle politiche di visto tra i membri Ue, nonostante l’Irlanda non faccia parte di Schengen, crea varchi che i servizi russi possono sfruttare. La richiesta di Andrews di un audit mira proprio a colmare queste lacune.

Un test per la presidenza UE irlandese

La questione diventa ancora più urgente alla luce della prossima presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione Europea, prevista per luglio 2026. Tale ruolo renderà Dublino un obiettivo prioritario per attacchi informatici e tentativi di spionaggio da parte di Mosca. La debolezza attuale del sistema di concessione visti potrebbe compromettere la capacità dell’Irlanda di guidare l’agenda europea in un momento critico. Le autorità italiane e degli altri partner Ue seguiranno con attenzione l’evolversi dei controlli, consapevoli che ogni falla nella sicurezza di un singolo paese può avere ripercussioni sull’intera architettura di difesa del continente. Il tempo per correggere la rotta è sempre più breve.

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