Arrestato in Cina il sismologo americano Youlin Chen, accusato di spionaggio legato alla Corea del Nord

14.07.2026 20:45
Arrestato in Cina il sismologo americano Youlin Chen, accusato di spionaggio legato alla Corea del Nord

Scienziato americano di origine cinese detenuto in Cina con accuse di spionaggio

Lo scienziato Youlin Chen, sismologo americano di origine cinese, è detenuto in Cina con l’accusa di spionaggio da quasi due anni dopo essere stato arrestato all’aeroporto di Pechino mentre tornava a Boston. La situazione di Chen potrebbe aggravare le già fragili relazioni tra gli Stati Uniti e la Cina, proprio mentre Donald Trump cerca di mantenere aperto il dialogo con Xi Jinping nel contesto delle tensioni commerciali, riporta Attuale.

Chen, di 54 anni e cittadino americano dal 2011, è un esperto di analisi delle onde sismiche legate ai test nucleari sotterranei della Corea del Nord. La sua ricerca, finanziata dal Dipartimento di Stato e dall’Air Force Research Laboratory, mirava a migliorare la capacità di individuare esplosioni nucleari rispetto ai terremoti naturali. Tutti i suoi studi sono stati pubblici, approvati per la diffusione e svolti in collaborazione con università cinesi utilizzando dati ufficialmente disponibili.

Secondo la moglie Yufang Rong, anch’essa sismologa, il lavoro di Chen è stato al centro delle oltre cento ore di interrogatorio a cui è stato sottoposto dalle autorità cinesi. Chen è stato formalmente incriminato per spionaggio nel maggio 2025, ma non ha ancora affrontato un processo. La preoccupazione della famiglia è che l’accusa possa sfociare in un processo chiuso e in una condanna inspiegabile. In Cina, il reato di spionaggio può portare all’ergastolo o, nei casi più gravi, persino alla pena di morte.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che Chen è «detenuto ingiustamente», una designazione che ha trasformato il suo caso in una priorità diplomatica per gli Stati Uniti. Chen è l’unico cittadino americano attualmente detenuto in Cina con questo riconoscimento. Secondo la moglie, Trump ha cercato di affrontare personalmente la questione durante la visita di Xi Jinping a Pechino lo scorso maggio, ricevendo da lui la promessa di interessarsi al caso, senza apportare progressi concreti finora.

Dietro questo caso giudiziario si nasconde una giocata strategica più ampia. Eric Lebson, ex funzionario della sicurezza nazionale americana che ora segue la famiglia Chen, sostiene che Pechino possa essere interessata alle competenze di Chen per perfezionare tecniche di occultamento dei test nucleari sotterranei. Una delle teorie in circolazione riguarda il decoupling: l’esplosione di un ordigno all’interno di una grande cavità sotterranea per ridurre le onde sismiche e rendere più difficile l’individuazione. Questo tema è particolarmente delicato poiché, a febbraio, l’amministrazione Trump aveva accusato la Cina di aver già testato questa tecnica nel 2020, una tesi sempre respinta da Pechino. Entrambi i paesi hanno firmato, ma mai ratificato, il Trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari.

Inoltre, il caso di Chen solleva preoccupazioni più ampie riguardo alla legislazione cinese sui segreti di Stato, che consente di riclassificare retroattivamente informazioni un tempo pubbliche come segreti nazionali, esponendo i ricercatori a accuse infondate. La famiglia di Chen ha dichiarato che le sue condizioni di detenzione sono rapidamente deteriorate; avrebbe perso tra i 14 e i 18 chilogrammi e riceverebbe cure insufficienti per il diabete. Sebbene i funzionari dell’ambasciata americana abbiano potuto incontrarlo, ciò è avvenuto sempre sotto la sorveglianza delle autorità cinesi, senza possibilità di una conversazione aperta. Si prevede che il suo caso tornerà al centro del dialogo bilaterale già a settembre, quando Xi Jinping dovrebbe recarsi a Washington. La liberazione di Chen è una priorità per la Casa Bianca; per Pechino, però, potrebbe rappresentare un’ulteriore carta negoziale nel confronto con gli Stati Uniti.

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