Erin Brockovich avvia un progetto per mappare i data center negli Stati Uniti
L’attivista per l’ambiente Erin Brockovich ha lanciato un’iniziativa negli Stati Uniti per mappare i data center, strutture essenziali per la gestione di enormi volumi di dati, che sono state costruite rapidamente negli ultimi anni per supportare i sistemi di intelligenza artificiale, riporta Attuale.
La Brockovich ha sottolineato che molti residenti non erano stati informati riguardo alla costruzione di questi impianti nelle loro comunità. Dal 27 aprile, ha invitato chiunque fosse preoccupato per un data center vicino a casa a segnalarlo. In poco più di un mese, ha ricevuto 3.674 segnalazioni. La mappa consultabile sul suo sito attualmente mostra 33 data center attivi, 53 in costruzione e 34 progetti in fase di approvazione.
Il suo obiettivo, secondo Brockovich, è far comprendere alla popolazione la velocità con cui i data center si stanno diffondendo negli Stati Uniti.
Le preoccupazioni legate alla costruzione di questi impianti variano: dal considerevole consumo d’acqua necessario per il raffreddamento dei server, all’aumento del costo dell’energia elettrica per i residenti locali, fino all’inquinamento acustico. I sistemi di raffreddamento producono un ronzio costante, avvertibile anche a distanza. Inoltre, ci sono segnalazioni di animali malati e una crescente lamentela per la mancanza di trasparenza da parte delle aziende riguardo ai progetti di costruzione.
Brockovich ha evidenziato il caso di un enorme data center di Meta, noto come Hyperion, che occupa 370.000 metri quadrati a Richland, Louisiana. La comunità ha scoperto il progetto solo all’inizio degli scavi.
Brockovich, divenuta celebre negli anni Novanta per il suo ruolo nella causa contro la Pacific Gas & Electric, continua a focalizzarsi su questioni ambientali. Attualmente, sul suo sito si interroga: «Se i data center per l’intelligenza artificiale sono così vantaggiosi per le comunità, perché vengono costruiti senza un contributo significativo da parte delle stesse?».
Negli ultimi anni, le politiche locali hanno iniziato a cambiare, limitando le autorizzazioni per nuove costruzioni, mentre alcuni stati stanno implementando obblighi di rendicontazione riguardo al consumo di energia. Tuttavia, sotto l’amministrazione Trump, l’ottimismo per il progresso dell’intelligenza artificiale ha prevalso, senza focalizzarsi sulle necessità di regolamentazione.
Altri gruppi di residenti, in diverse aree, si sono organizzati per protestare contro l’espansione dei data center e per chiedere una maggiore regolamentazione. Progetti di mappatura simili a quello della Brockovich segnalano anche altri impianti già operativi o in costruzione: la mappa degli Stati Uniti di Data Center Map riporta 4.313 data center.