Crosetto: «L’ingresso dell’Ucraina nell’Ue è molto difficile, necessario un sistema di difesa comune»

31.05.2026 16:55

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, dichiara in un’intervista al Corriere della Sera che il fine ultimo è raggiungere la pace, ma è fondamentale estendere la difesa ai 27 Stati membri dell’Unione, riporta Attuale.

Gli investimenti sulla difesa

Crosetto afferma che comunicare all’opinione pubblica l’importanza di investire nella sicurezza è sempre più complicato, ma essenziale. Si chiede: «Se tutti i Paesi del mondo stanno aumentando i loro investimenti nella difesa, sono tutti pazzi?». Recenti indiscrezioni avevano suggerito possibili conflitti con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, riguardo alle spese militari. Tuttavia, il ministro smentisce tali ricostruzioni: «Non c’è mai stata una lite su questi temi cruciali per l’Italia, mai».

Con Meloni, spiega, c’è stato un confronto normale come avviene all’interno della maggioranza. «Abbiamo dialogato liberamente e abbiamo definito una posizione. Che io rispetto». Crosetto è di ritorno da Singapore, dove ha partecipato a un importante forum internazionale sulla sicurezza, e sottolinea come l’Europa debba farsi carico di maggiori responsabilità. «Tutti sono consapevoli degli impegni pluriennali che abbiamo assunto; faremo ciò che è necessario».

La guerra in Iran

Di fronte alle crisi internazionali, dalla guerra in Ucraina alle tensioni tra Stati Uniti e Iran, Crosetto ribadisce che è fondamentale continuare a cercare una soluzione diplomatica. «Dobbiamo testardamente trovare spazi per il dialogo e la pace», afferma. Per quanto riguarda l’Iran, il ministro osserva segnali incoraggianti: «Sembra che ci si avvicini a una riapertura di Hormuz, manca solo la firma di Trump». L’Italia è pronta a contribuire: «Le navi sono già nel Golfo per missioni di sminamento, vitali per il commercio internazionale». Questo impegno, secondo il ministro, apporterà anche benefici diplomatici: «Chi svolge tali operazioni riceve gratitudine da chi è assistito».

Il conflitto in Ucraina

Riguardo al conflitto in Ucraina, Crosetto interpreta i recenti sconfinamenti di droni russi in Romania come un’indicazione di cambiamenti nella guerra. «Non è la prima volta; è il nervosismo di Putin per gli eventi sul fronte ucraino». Ora, afferma, la situazione è cambiata rispetto ai primi anni del conflitto: «Ora sembra che la Russia sia in difficoltà rispetto all’accrescimento delle capacità ucraine».

Anche il tentativo di mediazione di Donald Trump incontra ostacoli. «Trump ha riconosciuto che la Russia non voleva la pace», spiega Crosetto. La trattativa rimane complessa poiché Mosca ha modificato la propria Costituzione includendo le quattro regioni contese e non riesce né a prenderle completamente né a fare dietrofront. Dall’altra parte, «l’Ucraina non intende concedere i propri territori dopo anni di resistenza e con migliaia di morti». Crosetto sottolinea: «Anche se noi li abbiamo aiutati, sono loro a subire le perdite».

«Bisogna prepararsi a blindare la pace»

Il ministro indica che il primo obiettivo è una tregua, ma occorrerà garantire la sicurezza europea. «Bisogna prepararsi a blindare la pace». Il rischio è che la Russia si arresti temporaneamente per riprendere le ostilità in futuro. Pertanto, è critica la necessità di rafforzare le capacità difensive europee, alla luce del nuovo atteggiamento statunitense: «Gli Usa hanno dichiarato che non possono più occuparsi della sicurezza europea da soli». Crosetto approva l’impegno dei membri Nato di aumentare le spese per la difesa fino al 3,5% del Pil. «Sarebbe giusto rispettare questo obiettivo, per noi, non per loro».

L’ingresso di Kiev in Ue

Circa l’eventuale ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea, Crosetto adotta un atteggiamento prudente. «Tutti sanno, anche i tedeschi, che è molto difficile». Non solo questioni politiche, ma anche economiche rendono complessa questa possibilità. «Se l’Ucraina entrasse in Europa, la sua grandezza e il suo sistema economico porterebbero a una crisi agricola per molti Paesi Ue». Crosetto propone però una nuova visione strategica: «È urgente creare un grande sistema di difesa comune europeo che vada oltre gli attuali confini dell’Ue a 27», includendo Gran Bretagna, Norvegia, Balcani e Ucraina. Oggi, nota, «l’Ucraina ha un esercito forte e determinante». Questa soluzione, a suo parere, «garantirebbe sicurezza per tutti e rappresenterebbe un efficace sistema di deterrenza».

Il fronte europeo e quello interno

Sul piano europeo, il ministro sostiene la richiesta di Meloni per maggiore flessibilità di bilancio. «Meloni ha ragione», afferma. Le critiche ai Paesi cosiddetti frugali sono chiare: «Parlano dalla loro posizione di forza, con riserve energetiche e approcci ideologici sul bilancio». Tuttavia, Crosetto sottolinea che il problema non riguarda solo le risorse economiche: «Bisogna eliminare regole e lacci che rendono l’Europa lenta ed inefficiente». Il confronto con Stati Uniti e Singapore è impietoso: «In sei mesi si realizza un progetto, mentre in Europa ci vogliono mesi solo per capire chi è il funzionario competente».

Questa situazione, avverte, «danneggia l’Europa come entità politica» e la fa percepire dai cittadini e dalle imprese come «lontana, sorda, lenta e nemica». Riguardo alle priorità per l’anno legislativo in corso, Crosetto sorprende menzionando un tema diverso dalla difesa: «La vera emergenza è l’accelerazione della capacità produttiva del Paese». Serve creare opportunità per chi desidera investire in Italia e favorire il rientro di talenti italiani all’estero.

Foto copertina: ANSA/FABIO FRUSTACI | Guido Crosetto, ministro della Difesa, durante un question time alla Camera dei Deputati, Roma 20 maggio 2026

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