Incidente stradale a Torino, arrestata ex fidanzata del padre per tentato omicidio
Un grave incidente si è verificato a Torino, quando una Panda gialla ha investito una famiglia marocchina all’incrocio tra via Pinelli e via Industria, sabato sera. Il veicolo ha colpito un padre, una madre, una ragazzina e un bimbo di cinque anni, sbattendo poi contro un’auto parcheggiata. Fortunatamente, il piccolo non è in pericolo di vita, ma è stato trasportato in codice rosso all’ospedale infantile Regina Margherita con un trauma toracico e addominale giudicato guaribile in 40 giorni, riporta Attuale.
Il bambino è rimasto cosciente durante l’intervento degli operatori del 118. La comunità marocchina reagisce immediatamente, e la scena ha sollevato preoccupazioni per la sicurezza nell’area. Tuttavia, la preoccupazione principale riguarda le circostanze che hanno portato all’incidente. Secondo il padre del bambino, la conducente, Camilla D’Alessandra, 24 anni, avrebbe agito con intenzione, affermando: “La mia ex, è stata lei. Ci è venuta addosso apposta”. Questa accusa ha portato all’arresto della donna con le accuse di tentato omicidio e lesioni personali aggravate.
Le indagini chiariscono che Camilla vive a Nichelino ed era già stata vittima di stalking e maltrattamenti in passato. La ricostruzione dell’accaduto suggerisce che un litigio tra lei e il suo ex fidanzato potrebbe essere stata la causa scatenante dell’incidente. Dopo aver colpito la famiglia, la D’Alessandra è fuggita dalla scena. Cristian Scaramozzino, il suo avvocato, cerca di ridimensionare la gravità della situazione, affermando che la sua assistita non avrebbe mai potuto compiere un gesto simile e che la sua conoscenza del padre del bambino non implica necessariamente un’intenzione malefica.
La posizione legale di Camilla resta incerta, poiché l’avvocato non ha potuto incontrarla per discutere del caso, essendo il carcere Lorusso e Cutugno chiuso durante il fine settimana. Il legale intende esaminare ulteriormente i dettagli dell’incidente, specialmente riguardo le condizioni del bambino, suggerendo che ci fosse stata un’interazione con l’auto senza un vero investimento.