Indagini in corso sul crollo a Roma: morti due anarchici legati a Mercogliano e Ardizzone

21.03.2026 13:35
Indagini in corso sul crollo a Roma: morti due anarchici legati a Mercogliano e Ardizzone

Roma, 21 marzo 2026 – Le autorità stanno indagando sulla rete anarchica legata ad Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i due attivisti deceduti ieri nel crollo del casale nel parco degli Acquedotti di Roma. Questi contatti coinvolgerebbero individui in diverse città italiane. Nella notte, la Digos di Roma ha effettuato cinque perquisizioni; gli investigatori stanno lavorando per ricostruire i legami e i possibili obiettivi dell’attentato al quale i due erano impegnati, riporta Attuale.

Le forze dell’ordine sono attualmente impegnate a individuare l’obiettivo dell’azione che i due intendevano esportare. Il crollo del casale sarebbe avvenuto a causa dell’esplosione dell’ordigno artigianale che stavano assemblando in previsione di un probabile attentato. Gli inquirenti stanno concentrando le loro indagini sulla logistica: sul motivo per cui avevano scelto quel casale e sull’eventuale filiera che ha fornito l’esplosivo.

Allo stesso tempo, al Viminale si è riunito il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) convocato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con la partecipazione dei vertici delle forze di polizia e dell’intelligence.

Gruppo Cospito, gli obiettivi del possibile attentato

Secondo gli inquirenti, sono stati Mercogliano e Ardizzone a provocare l’esplosione mentre assemblavano un ordigno artigianale destinato a una prossima azione. Sotto la lente degli investigatori ci sono diversi temi di ‘lotta’ dei due anarchici deceduti, entrambi riconducibili alla rete di Alfredo Cospito, insurrezionalista condannato a 23 anni di carcere per l’attentato del 2006 alla scuola allievi carabinieri di Fossano (Cuneo), attualmente sottoposto al regime del 41bis.

Tra le ipotesi esaminate, vi è la possibilità che l’esplosivo fosse destinato a un rilancio della campagna a favore di Alfredo Cospito o per nuove azioni lungo la rete ferroviaria, già oggetto di vari sabotaggi di matrice anarchica a febbraio, in occasione dei Giochi Olimpici di Milano Cortina.

Gli altri temi di lotta: dai Cpr al referendum

La pista principale sembra riguardare un rilancio della campagna per Cospito, ma gli investigatori non trascurano l’attenzione verso strutture come i Cpr, il contesto geopolitico, gli armamenti e il tema antigovernativo, alla luce della vicinanza con il referendum, le questioni tecnologiche e la globalizzazione.

Sequestrato materiale di area anarchica

Durante le perquisizioni notturne a Roma, gli agenti della Digos hanno sequestrato vario materiale di area anarchica, attualmente al vaglio ma non collegato diretta all’episodio. Due persone riconducibili al medesimo contesto sono state ascoltate, ma non risultano al momento collegate all’azione pianificata dai due attivisti. Le indagini si concentrano sulla logistica, in particolare sul motivo della scelta di quel casale e sull’eventuale filiera che ha fornito l’esplosivo.

L’esplosivo usato per la bomba, trovati anche dei chiodi

La natura dell’ordigno che stavano costruendo potrebbe fornire indicazioni sul tipo di azione che Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, deceduti nel crollo al parco degli Acquedotti, intendevano mettere in atto.

Le verifiche si concentreranno sul tipo di esplosivo usato per assemblare la bomba e sulla sua portata. Si stabilirà se si tratta di una sostanza di uso commerciale o di esplosivo tipico delle cave. La presenza di chiodi, rinvenuti durante i rilievi, potrebbe far supporre un ‘salto di qualità’ rispetto a precedenti azioni dimostrative.

1 Comment

  1. È davvero incredibile come certe ideologie possano portare a tragedie simili. Questi ragazzi si sono distrutti mentre cercavano di distruggere… e ora chi paga per questa follia? La società è in pericolo, e queste azioni non fanno altro che allontanare la gente da ogni forma di protesta pacifica. Che cosa ci sta succedendo?

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