Indagini su altri due casi di malasanità all’ospedale Monaldi dopo la morte di Domenico

27.02.2026 16:15
Indagini su altri due casi di malasanità all'ospedale Monaldi dopo la morte di Domenico

Indagini su malasanità: morte di un bambino spinge a rivedere le procedure di trapianto

Roma, 27 febbraio 2026 – La tragica morte di Domenico Caliendo, un bambino di due anni deceduto il 21 febbraio a causa di un trapianto di cuore problematico, ha sollevato interrogativi su possibili irregolarità nel processo di trapianto a Napoli. La procura di Napoli sta ora esaminando altri due casi simili, emersi a seguito del clamore mediatico attorno al caso di Domenico, suggerendo l’esistenza di un grave problema nei trapianti all’ospedale Monaldi, riporta Attuale.

La Federconsumatori ha sporto un esposto evidenziando “gravi criticità” riguardanti la sicurezza e la conformità del centro trapianti dell’ospedale. L’associazione chiede che venga approfondito il legame tra la morte di Domenico e le carenze strutturali del sistema. Si sottolineano similitudini con il caso di Pamela Dimitrova, morta nel 2024 dopo un lungo ricovero per problemi legati a un cuore artificiale al Monaldi. La madre di Pamela ha dichiarato: “Mia figlia è morta per un’emorragia cerebrale e per le infezioni contratte in ospedale, e sul personale medico ha aggiunto: ‘Non facevano nulla. Pamela si sarebbe potuta salvare senza tutti quei silenzi e ritardi’.”

Inoltre, è stato rivelato che la stessa equipe medica di Innsbruck, coadiuvata nel prelievo d’organi, avrebbe potuto fornire il ghiaccio sterile necessario per il trasporto del cuore, ma non ne è stato fatto richiesta. Testimoni della sala operatoria affermano che la barriera linguistica ha complicato la comunicazione tra i due team. Inoltre, si segnalano problemi tecnici nel prelievo, con una incisione non sufficientemente ampia a una vena, sanitari hanno parlato di una congestione al fegato e al cuore di Domenico.

Dal canto loro, fonti interne all’ospedale hanno confermato che il contenitore non sterile utilizzato per il trapianto era stato approvato dai chirurghi, nonostante non rispetti gli standard di sicurezza. La scoperta di tali irregolarità ha acceso un campanello d’allarme sulle procedure di trapianto in campania, suscitando preoccupazioni non solo per il caso di Domenico ma per l’intera struttura.

La madre di Domenico, nel frattempo, ha espresso la volontà di fondare un’associazione per sostenere le famiglie dei bambini vittime di malasanità, dichiarando: “Credo nella sanità italiana” e rimarcando l’importanza di migliorare le procedure affinché simili tragedie non si ripetano più.

1 Comment

  1. Che vergogna! Questa storia è davvero sconvolgente. Un bambino così piccolo che perde la vita per colpe delle strutture sanitarie è inaccettabile. È ora di fare i conti con queste irregolarità e garantire che non accada mai più. Bisogna mettere al primo posto la sicurezza dei pazienti, non i profitti!

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