Inizio del processo per 486 membri della Mara Salvatrucha in El Salvador

24.04.2026 13:05
Inizio del processo per 486 membri della Mara Salvatrucha in El Salvador

Inizio del processo contro 486 membri della MS-13 in El Salvador

Il 21 aprile è iniziato a El Salvador un processo che coinvolge 486 presunti membri dell’organizzazione criminale Mara Salvatrucha, nota anche come MS-13. Le accuse comprendono oltre 47.000 crimini commessi tra il 2012 e il 2022, tra cui omicidi, femminicidi, estorsioni, rapimenti e traffico d’armi. La procura generale ha richiesto l’applicazione della pena detentiva massima per ciascun reato, riporta Attuale.

Eventi significativi si verificano in un contesto di repressione crescente; alcuni crimini sono stati commessi durante il fine settimana più sanguinoso di El Salvador dalla fine della guerra civile, tra il 25 e il 27 marzo 2022, quando furono uccisine 87 persone. In risposta, il presidente Nayib Bukele ha imposto per la prima volta lo stato di emergenza, attualmente ancora in vigore.

Il governo ha quindi implementato politiche repressive segnalate come severe violazioni dei diritti umani, rendendosi sempre più autoritario. Fino ad oggi, oltre 91.500 persone sono state arrestate, spesso in maniera arbitraria e senza prove sufficienti. Lo stesso Congresso ha approvato un decreto per autorizzare processi di massa. Recentemente, è stata introdotta una riforma che prevede la pena dell’ergastolo a partire dai 12 anni.

Nel processo, 73 imputati saranno giudicati in contumacia, mentre i restanti 413 si trovano in cinque carceri, principalmente al CECOT, una prigione capace di ospitare fino a 40.000 detenuti. Questa struttura, inaugurata nel 2023, è diventata simbolo della dura strategia di Bukele contro le bande criminali.

Il CECOT ha ricevuto numerose critiche da parte di attivisti, i quali sostengono che non offre garanzie sufficienti riguardo ai diritti umani dei detenuti. Martedì, all’inizio del processo, la Commissione interamericana per i diritti umani ha denunciato che il governo di Bukele sta “sospendendo il diritto alla difesa legale e all’inviolabilità delle comunicazioni, e prolungando i tempi della detenzione amministrativa”.

Nonostante le critiche, il governo nella figura di Bukele ha promosso i suoi metodi brutali contro il crimine, evidenziando una trasformazione del paese da uno dei più pericolosi al mondo a uno tra i più sicuri della regione. Contemporaneamente, Bukele ha limitato i diritti democratici e le libertà civili, consolidando il controllo sulle istituzioni e approvando una riforma costituzionale per abolire i limiti ai mandati presidenziali, mirando a rimanere al potere a lungo.

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