La propaganda iraniana sul dialogo tra Donald Trump e Xi Jinping: timori di un abbandono da Pechino

15.05.2026 00:55
La propaganda iraniana sul dialogo tra Donald Trump e Xi Jinping: timori di un abbandono da Pechino

Il summit tra Trump e Xi Jinping: l’Iran osserva con trepidazione

Il rilascio del Teheran Times pone una questione cruciale in evidenza: «Vorrà e potrà la Cina tirare fuori dal pantano gli Stati Uniti?». Questa domanda è accompagnata da un’immagine di Donald Trump sorridente accanto al ministro degli Esteri cinese Wang Yi, suggerendo una lettura strategica della situazione attuale. Gli ayatollah iraniani guardano a Pechino per esaminare quanto il loro alleato cinese sia disposto a impegnarsi a sostegno della Repubblica islamica, riporta Attuale.

I media iraniani stanno seguendo con attenzione il summit tra Trump e Xi Jinping, interpretando la crisi nello Stretto di Hormuz come un segnale di un’America in difficoltà. Le voci più critiche descrivono gli Stati Uniti come «stanchi, umiliati» e alla ricerca di aiuto dalla Cina per ripristinare le rotte marittime critiche per l’export di petrolio. Nel contesto, gli ayatollah affermano di aver ottenuto una vittoria strategica contro gli Stati Uniti e Israele, sentendosi ora in grado di dettare il ritmo delle interazioni internazionali.

Una fonte interna al governo di Teheran ha dichiarato che «non c’è allarme per la posizione cinese» e ha ricordato le recenti rassicurazioni ricevute durante la visita del ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Tuttavia, dietro le quinte, cresce la preoccupazione per la fusione degli interessi tra Cina e Stati Uniti.

Le dichiarazioni della Casa Bianca riguardo l’allineamento di Cina e Stati Uniti sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e sulla questione nucleare iraniana aumentano le ansie a Teheran. Pechino, pur avendo condannato gli attacchi contro l’Iran, gioca una partita delicata in cui i suoi interessi energetici potrebbero prevalere sugli obblighi di sostegno a lungo termine verso la Repubblica islamica.

Trump, da parte sua, sfrutta la leva energetica, esortando i cinesi a ridurre gli acquisti di petrolio dall’Iran e dalla Russia. Se la Cina dovesse iniziare a diversificare le sue fonti di approvvigionamento, per l’Iran si prospetta un duplice colpo: una diminuzione dell’export di petrolio e una riduzione del suo peso strategico a livello globale.

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