DALLA NOSTRA INVIATA
PECHINO – In contesto di accordi diplomatici, il summit tra Xi Jinping e Donald Trump ha portato alla definizione della relazione tra i due paesi come «relazione costruttiva di stabilità strategica». Xi ha dichiarato che la Cina considererà questo principio come guida per i prossimi tre anni e oltre, indicando un intento di cooperazione e «competizione misurata» con divergenze gestibili per evitare escalation pericolose, come l’implementazione di «misure di salvaguardia» nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale. Xi ha cercato e ottenuto la conferma che la Cina è sullo stesso piano degli Stati Uniti, il che potrebbe portare a una proroga della tregua sui dazi raggiunta lo scorso ottobre. Per Xi, la stabilità è essenziale per rafforzare la competitività della Cina come superpotenza mondiale, puntando a aumentare l’indipendenza tecnologica e commerciale, con la ferma convinzione che l’ascesa cinese sia una certezza storica, mentre l’America affronta un declino.
Taiwan
Xi auspica che Trump possa ammorbidire il supporto politico e militare degli Stati Uniti per Taiwan, posticipando o riducendo la vendita di armi, o ricevendo una dichiarazione da Washington contro l’indipendenza di Taipei. Non è chiaro come Trump abbia risposto, ma il senatore Marco Rubio ha assicurato che la politica statunitense «non cambia» e ha affermato che il tema di Taiwan è stato sollevato da Xi, ma non è stato centrale nei colloqui. Rubio ha avvertito che un’azione della Cina su Taiwan sarebbe «un terribile errore», sottolineando che ogni forzatura rispetto allo status quo avrebbe ripercussioni globali.
Affari e commercio
Trump ha annunciato che Xi ha accettato di acquistare soia, «energia» e 200 aerei Boeing dagli Stati Uniti. Inoltre, la Cina ha rinnovato le licenze a centinaia di mattatoi americani per esportare carne, sospese in precedenza a causa dei dazi. Xi ha garantito agli imprenditori presenti con Trump che la Cina si «aprirà di più», garantendo così maggiori opportunità. Recenti indiscrezioni segnalano che Nvidia ha ripreso i colloqui su possibili ordini cinesi di chip avanzati H200. Si sono discussi anche la creazione di due board per il commercio e per gli investimenti, mirando a identificare prodotti cinesi «non sensibili» da tassare a un livello inferiore. In cambio, la Cina potrebbe acquistare più petrolio e gas dagli Stati Uniti, riducendo la sua dipendenza dall’Iran, così come spera Washington.
Iran
Trump ha affermato che Xi «vuole un accordo» con Teheran e ha «offerto il suo aiuto». Secondo la Casa Bianca, il leader cinese condivide la necessità che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto, contrario a qualsiasi «pedaggio» e a un Iran nucleare. Tuttavia, nel comunicato cinese non si menziona l’Iran, facendo riferimento in modo vago al «Medio Oriente». Non è chiaro se Xi sia pronto a impegnarsi attivamente nei negoziati, specialmente su questioni complesse come l’uranio. Rubio ha smorzato le aspettative, affermando che, sebbene sia positivo avere un’alleanza su quel punto, il dialogo non è necessario per gli Stati Uniti. Infine, Trump ha dichiarato che Xi si è impegnato a non fornire più equipaggiamenti militari all’Iran, benché l’intelligence statunitense avverta che le aziende cinesi potrebbero cercare di evitare i controlli attraverso paesi terzi.
Fonte: Attuale.