Trump continua a plasmare la sua amministrazione con nomine controverse
Il presidente Donald Trump ha scelto Bill Pulte, un immobiliarista e suo amico, come nuovo direttore dei servizi segreti (National Intelligence), un ruolo per il quale Pulte non ha alcuna esperienza. Questa nomina segue una serie di decisioni controverse che riflettono la continua percezione di vendetta e ritorsione da parte del presidente nei confronti degli avversari politici, riporta Attuale.
La nomina di Pulte arriva dopo la creazione di un fondo da 1,8 miliardi di dollari destinato a compensare presunti colpiti dall’antitrumpismo, una misura che ha suscitato una forte reazione tra i parlamentari repubblicani. Pulte ha precedentemente guidato l’agenzia per l’edilizia pubblica, dove è venuto sotto i riflettori per indagini contro alcuni nemici di Trump, come la procuratrice di New York Letitia James e il parlamentare democratico Adam Schiff. La senatrice Elizabeth Warren ha espresso preoccupazione che Pulte utilizzerà la nuova posizione per approfondire ulteriormente le vite di coloro che Trump considera avversari.
In un’altra mossa controversa, il Pentagono ha assunto Elias Irizarry nel dipartimento delle Operazioni Speciali, un giovane di 25 anni con una condanna penale legata all’assalto del Congresso del 6 gennaio 2021. Irizarry ha ottenuto una clearance di sicurezza, suscitando interrogativi su come sia diventato parte di un’agenzia così delicata. Il portavoce del Pentagono ha descritto Irizarry come un “patriota qualificato”, ma il suo passato suscita preoccupazioni riguardo alla sua idoneità.
Trump ha anche affrontato polemiche interne, licenziando la ministra Pam Bondi per non aver dimostrato abbastanza durezza. Secondo un recente rapporto del Wall Street Journal, il numero dei “nemici” nel mirino del presidente è cresciuto. Al momento, ci sono almeno una cinquantina di oppositori, alcuni dei quali già incriminati, incluso l’ex capo dell’FBI James Comey e diversi rappresentanti del partito democratico. Trump continua a pianificare indagini su figure di spicco che vanno dagli ex presidenti Barack Obama e Bill Clinton, a noti economisti e cantanti, riflettendo un clima di ritorsione che permea la sua amministrazione.