Iran: l’ombra di Mojtaba Khamenei dopo la morte del padre
Il 28 febbraio, un raid israelo-americano ha portato alla morte di Ali Khamenei e di quattro membri della sua famiglia, suscitando una serie di interrogativi sulla successione al potere in Iran. In particolare, spicca la figura di Mojtaba Khamenei, che è stato avvistato solo in immagini sfocate durante i funerali. Nell’ultimo scatto, appare con il volto coperto da una mascherina nera, suscitando speculazioni tra gli iraniani su un possibile tentativo del regime di far circolare la voce che sia vivo e in buona salute, ma incapace di mostrarsi per ragioni di sicurezza, riporta Attuale.
Per sei giorni, il feretro di Ali Khamenei ha viaggiato tra Teheran, Qom, l’Iraq e Mashhad, ma Mojtaba è rimasto assente. Solo un uomo con mascherina è apparso in alcune immagini, alimentando teorie sulla sua condizione. Ultime notizie indicano che Mojtaba sarebbe rimasto ferito nel raid, ma esistono ipotesi contrastanti, che oscillano tra la sua morte e l’idea che possa trovarsi in un bunker o in un ospedale militare.
Dal giorno della morte del padre, Mojtaba ha comunicato solo per iscritto. Il suo primo messaggio dopo la sepoltura di Ali esprime una lunga promessa di vendetta, ringraziando “decine di milioni” che hanno partecipato alle cerimonie. La vendetta è descritta come un dovere religioso, destinato a ogni “popolo libero del mondo”, senza limiti temporali. Secondo gli analisti, Mojtaba rappresenta un cambiamento rispetto al padre, mostrando una maggiore inclinazione verso la radicalità e legami con i chierici estremisti.
Il confronto tra Mojtaba e Ali Khamenei è inevitabile. Mentre Ali ha adottato una “pazienza strategica” nella politica estera, Mojtaba sembra destinato a seguire una linea più intransigente e aggressiva, secondo esperti di geopolitica. La sua ascendenza, intrisa di estremismo, potrebbe rendere più difficile qualsiasi politica di dialogo, complicando ulteriormente le già tese relazioni internazionali dell’Iran.
L’invisibilità di Mojtaba potrebbe influenzare l’architettura del potere in Iran, costringendo a una distribuzione di poteri maggiore tra le Guardie della Rivoluzione e altre fazioni. Analisti suggeriscono che una Guida suprema che non può mostrarsi potrebbe incontrare difficoltà a governare efficacemente, rimandando a un futuro incerto per la leadership iraniana.