La giornalista russa abbandona il paese per opporsi a Putin
Il 22 marzo 2022, a meno di un mese dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, la famosa giornalista Zhanna Agalakova si è dimessa da Perviy Kanal, affermando di opporsi alla guerra e a Vladimir Putin in una conferenza stampa a Parigi. Attualmente si trova a Couthures-sur-Garonne, un paese a un’ora da Bordeaux, dove partecipa al Festival internazionale del giornalismo organizzato da Le Monde e presenta il suo documentario A little gray wolf will come, realizzato insieme al marito italiano Giorgio Savona e alla figlia Alice, riporta Attuale.
Agalakova ha spiegato che il suo allontanamento dalla Russia è stato un processo lungo, che è iniziato nel 2005, quando ha iniziato a lavorare come corrispondente all’estero, prima a Parigi e poi a New York. Ha sottolineato come questa esperienza le abbia permesso di non confrontarsi con la politica russa, evitando di contribuire alla propaganda del regime di Putin.
Il conflitto in Ucraina ha rappresentato per lei il punto di non ritorno. «La guerra e le vittime civili sono state troppe. Non potevo più collaborare con quel regime. Ho lasciato il lavoro e sono rimasta a Parigi», ha dichiarato. Riguardo a un possibile ritorno in Russia, ha affermato di sperare di farlo, ma solo quando non ci saranno più Putin e il regime che lo sostiene, esprimendo preoccupazione per la sua sicurezza: «Diciamo che cerco di fare attenzione. Mi guardo intorno, non frequento russi che non conosco, non rispondo a numeri sconosciuti, ma è difficile restare sempre all’erta, la paura va e viene. So che Putin è molto paziente».
Non ha più rapporti con Mosca e ha restituito a Putin la medaglia dell’Amicizia, un riconoscimento che aveva ricevuto quando era una giornalista di successo. Secondo lei, l’accordo tra il popolo russo e il potere è storicamente radicato, una tacita intesa per evitare problemi. Ha evidenziato l’inevitabile responsabilità collettiva nell’affrontare la repressione del regime e ha ricordato che quest’anno tre giornalisti russi in esilio a Parigi si sono tolti la vita.
Agalakova ha notato che qualcosa sta cambiando nella società russa, nonostante le difficoltà attuali. Le etnie non russe stanno cominciando a opporsi al regime e a rifiutare il loro ruolo di “carne da cannone” nella guerra. La situazione si complica ulteriormente con la crescente opposizione tra le famiglie dei soldati e la pressione sociale per la mobilitazione. «Putin continuerà con l’escalation, come un animale ferito», ha affermato, esprimendo timore per le conseguenze dell’intensificazione del conflitto.
Non ci posso credere!!! Una giornalista che ha il coraggio di opporsi a un regime come quello di Putin. In Italia ci sono persone che non osano nemmeno esprimere un’opinione diversa! La situazione in Russia deve essere davvero insostenibile… E noi qui che ci lamentiamo per cose così piccole. Che schifo!