L’Iran abbatte due caccia Usa, si teme per uno dei piloti
La situazione nel Golfo si complica ulteriormente per le forze armate americane, poiché un caccia americano è stato abbattuto dalla contraerea iraniana, evento senza precedenti dall’inizio delle ostilità. Una maxi-operazione di ricerca ha portato al salvataggio di uno dei piloti del velivolo, un F-15, mentre si ignorano notizie relative al secondo aviatore, con media di regime che riportano la possibilità di un suo rapimento. Inoltre, nel pomeriggio, due funzionari americani hanno comunicato al New York Times che un secondo jet, un A-10 Warthog, è precipitato nel Golfo, con il pilota estratto incolume. L’esercito iraniano ha affermato di aver intercettato e colpito il caccia nello Stretto di Hormuz, riporta Attuale.
In merito all’abbattimento dell’F-15, oltre ai detriti diffusi dai media statali iraniani, si è inizialmente parlato di un F-35, potentemente centrato da un nuovo sistema di difesa aerea. Le autorità iraniane hanno lanciato un appello per eventuali informazioni sul pilota disperso. Solo successivamente, funzionari statunitensi hanno confermato che si trattava di un F-15E e che il Pentagono era attivamente impegnato nel recupero dell’equipaggio. Nel frattempo, riprese mostra un C-130 Hercules e un elicottero Pavehawk operante a bassa quota, mentre gli attacchi israeliani sono stati sospesi per facilitare le operazioni di soccorso. Nel contempo, Trump ha ricevuto un briefing dettagliato sulla situazione.
La riuscita operazione di salvataggio ha permesso di recuperare un pilota, già sottoposto a cure mediche, mentre il destino del secondo rimane avvolto nel mistero. Fonti non ufficiali dall’Iran, citate dall’agenzia NourNews, parlano di una possibile cattura del pilota da parte delle Guardie Rivoluzionarie, sebbene non ci siano conferme ufficiali. Recentemente, si erano già verificati incidenti di abbattimento di F-15 americani da parte delle difese kuwaitane, senza vittime, ma questa è la prima volta che un aereo viene distrutto in volo all’interno dello spazio aereo iraniano. Importante notare che finora non si erano registrati soldati americani uccisi o catturati in Iran, sebbene tredici abbiano perso la vita in altre nazioni della regione.
Questo sviluppo indica che, nonostante il mese di conflitto, il potenziale bellico di Teheran rimane consistente: circa la metà dei lanciatori di missili sono operativi, così come migliaia di droni d’attacco. Questa capacità consente al regime di essere “pienamente in grado di generare caos in tutta la regione”, ha affermato una fonte di intelligence a Washington. L’abbattimento del jet americano rappresenta un importante trofeo per il regime iraniano, alimentando sfide alla leadership americana. Il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha risposto sarcasticamente agli eventi, sostenendo che l’approccio militare di Trump sta diventando sempre più incoerente.
Nel frattempo, le iniziative diplomatiche sembrano stagnanti. L’agenzia semi-ufficiale iraniana Fars riporta che Teheran ha rigettato una proposta americana di cessate il fuoco di 48 ore, a partire dal 4 aprile, attraverso intermediari. Il Wall Street Journal ha confermato che l’Iran ha comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad. Sebbene non ci siano aggiornamenti ufficiali sulla diplomazia, i mediatori continuano il loro lavoro, coinvolgendo potenze neutrali per cercare di risolvere la crisi. Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan hanno discusso la situazione, richiedendo un “cessate il fuoco immediato” e mantenendo i contatti con tutte le parti coinvolte.