La Farnesina: pasdaran terroristi. E l’Iran convoca l’ambasciatrice
(Fabrizio Caccia) Nella serata di lunedì, una riunione di emergenza si è svolta presso l’Unità di Crisi della Farnesina per affrontare la gravissima situazione in Iran. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha discusso a lungo con gli ambasciatori d’Italia a Teheran, Tel Aviv e Washington, oltre a collaborare con le forze di intelligence italiane, in preparazione del Consiglio degli Affari Esteri dell’UE previsto per domani a Bruxelles. In questa sede, Tajani è pronto a sostenere la proposta europea di designare i pasdaran come un’organizzazione terroristica, includendo le Guardie della Rivoluzione, il braccio operativo della Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, nella blacklist, riporta Attuale.
La risposta di Teheran, però, non si è fatta attendere. I rappresentanti del governo iraniano hanno convocato la nostra ambasciatrice in Iran, Paola Amadei, per esprimere il proprio dissenso nei confronti di «approcci sconsiderati» dell’Italia e delle «dichiarazioni irresponsabili» di Tajani, minacciando di infliggere «conseguenze dannose e distruttive» in caso di ulteriori azioni contro i pasdaran.
L’Italia, fino ad ora, aveva mantenuto una posizione cauta, assieme a Spagna e Francia, sul possibile inserimento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione nella lista UE dei gruppi terroristici, con l’obiettivo di non raggiungere la maggioranza qualificata richiesta fra i 27 Stati membri. Tuttavia, con l’annuncio di Tajani, il quorum per la decisione ora sembra più accessibile.
Nonostante le minacce iraniane, il governo italiano resta fermo sulla propria posizione: «Non è colpa nostra — ha affermato Tajani — se in Iran c’è stata una carneficina e l’opposizione in piazza è stata massacrata. Migliaia di morti. Questo è inaccettabile». Il ministro ha fatto riferimento ai dati pubblicati dal settimanale americano Time che, citando fonti anonime del ministero della Salute iraniano, riportano 30mila morti nei primi due giorni di proteste. La repressione brutale «richiede una risposta chiara», ha aggiunto Tajani, segnando un netto cambiamento di rotta nelle relazioni diplomatiche, dopo che l’Italia era stata per mesi uno dei Paesi maggiormente impegnati nel dialogo con Teheran, nonostante le tensioni legate al programma nucleare iraniano.
Le autorità iraniane hanno avvisato che gli europei «dovrebbero fare attenzione» a non cadere «nella trappola degli Usa», mentre cresce la tensione per un possibile nuovo intervento militare degli Stati Uniti, con le forze navali schierate nella regione. Pur ricevendo il plauso di Reza Pahlavi, il principe ereditario iraniano in esilio, per la decisione sui pasdaran, Tajani esprime comunque preoccupazione: «Non abbiamo mai chiuso l’ambasciata a Teheran, ma, per prudenza, stiamo richiamando il personale non necessario per garantire la loro sicurezza». Secondo i media di opposizione iraniani, Ali Khamenei si sarebbe già trasferito in un bunker segreto a Teheran, temendo un imminente intervento militare statunitense.