Le perdite umane nella guerra in Ucraina: 1,8 milioni di soldati coinvolti, il doppio per i russi
Secondo una nuova stima del Center for Strategic and International Studies (CSIS, un think tank con sede a Washington), i soldati uccisi, feriti o dispersi in quasi quattro anni di guerra in Ucraina ammontano a circa 1,8 milioni. Le perdite russe superano il doppio di quelle ucraine: complessivamente, 1,2 milioni di soldati russi sono stati uccisi, feriti o risultano dispersi, a fronte di 600mila ucraini. Il CSIS stima che i soldati russi uccisi dall’inizio del conflitto siano 325mila, riporta Attuale.
Nonostante l’imponente dispendio di vite, gli avanzamenti territoriali della Russia sono stati lenti e limitati: nell’ultimo anno ha conquistato solo l’1,5% del territorio ucraino, occupando attualmente circa il 20% della nazione. Le difficoltà sul campo di battaglia sembrano evidenti dato che l’esercito russo continua a subire ingenti perdite.
La stima delle perdite nella guerra in Ucraina si rivela complessa, poiché entrambe le parti evitano di divulgare numeri dettagliati o tendono a sottostimarli. Diversi enti indipendenti, però, forniscono stime basate su funerali, post sui social e statistiche sui tassi di mortalità. I dati del CSIS sono in linea con quelli precedentemente indicati, sottolineando che le perdite ucraine dall’inizio del conflitto sono comprese tra i 100mila e i 140mila soldati, mentre le forze russe avrebbero registrato 415mila perdite su base annuale nel 2025, con una media di quasi 35mila al mese.
L’esercito russo continua a inviare soldati per attaccare le linee nemiche, spesso in condizioni tali da renderli facili obiettivi per le difese ucraine. La presenza di droni lungo tutta la linea del fronte ha modificato le tecniche militari, portando i russi a utilizzare piccole squadre di uomini a piedi o in motocicletta per localizzare le postazioni nemiche. Questo approccio permette bombardamenti più precisi, ma comporta anche un’accettazione di perdite significative: sono emerse testimonianze di brutalità e sopraffazioni nel corpo militare russo, con soldati puniti e inviati in missioni pericolose.
Il numero di soldati uccisi, stimato a 325mila, rappresenta una delle peggiori perdite per la Russia dalla fine della Seconda guerra mondiale. Per confrontare, questo è 17 volte superiore ai soldati uccisi in Afghanistan negli anni Settanta e 11 volte rispetto alle guerre cecene. Nell’ambito del conflitto vietnamita, le forze americane contarono 60mila morti.
Nonostante queste ingenti perdite, la Russia è in grado di mobilitare tre volte il numero di soldati rispetto all’Ucraina e ha trovato modi per sostituire le sue perdite attraverso campagne di coscrizione volontaria e arruolamenti forzati, incluso tra i detenuti. Ci sono anche denunce di arruolamenti coatti nelle repubbliche periferiche. La vasta popolazione russa offre al regime di Vladimir Putin un bacino di reclute molto maggiore rispetto all’Ucraina, che sta affrontando difficoltà nel rimpiazzare i suoi caduti.
In base ai dati del CSIS, anche l’avanzata dell’esercito russo è bloccata: nell’ultimo anno i progressi sui tre fronti principali sono stati di 50 chilometri nel miglior caso (attorno a Provorsk) e di appena 10 chilometri nel peggiore (Chasiv Yar), con una media di 70 e 15 metri al giorno, rispettivamente. Questi risultati rappresentano il peggior andamento di un’offensiva militare nell’ultimo secolo, secondo il think tank.
La scorsa settimana, Russia e Ucraina hanno partecipato a un incontro mediato dagli Stati Uniti e ospitato dagli Emirati Arabi Uniti per discutere le condizioni per la fine della guerra. Questo incontro è stato il primo del suo genere, presentando rappresentanti di entrambi i Paesi simultaneamente. Anche se non ci sono stati risultati immediati, sono previsti ulteriori colloqui la prossima settimana.
È una situazione allucinante, questa guerra non sembra avere fine… 1,8 milioni di soldati coinvolti è un numero tragico. Ma a cosa serve tutto questo spargimento di sangue? La Russia continua a perdere uomini e non avanza di un millimetro, sembra un suicidio collettivo. E noi qui a vivere le conseguenze delle scelte dei potenti… un vero schifo.