Israele Rallenta le Operazioni Militari in Gaza mentre si Preparano Nuovi Negoziati di Pace
DALLA NOSTRA INVIATA
GERUSALEMME – Da ieri mattina, le forze armate israeliane non hanno ricevuto ordini di attacco ma sono state instruite a difendersi solo in caso di minaccia. L’ultimo attacco all’alba ha visto l’aeronautica israeliana bombardare principalmente attorno a Gaza City, ancora teatro di combattimenti, dove attualmente è impossibile tornare. Secondo Hamas, si registrano 57 morti, inclusi 40 nella sola Gaza City, riporta Attuale.
Il piano di pace proposto da Donald Trump inizia a prendere forma. Dopo aver chiesto a Benjamin Netanyahu di sospendere immediatamente le operazioni militari, il presidente statunitense ha dichiarato che Israele ha temporaneamente interrotto i bombardamenti per permettere di completare il rilascio degli ostaggi e facilitare un accordo di pace. Rivolgendosi a Hamas, Trump ha affermato: «Deve agire rapidamente, altrimenti tutto sarà annullato», sottolineando che non tollererà eventuali ritardi.
In un comunicato postato su Truth Social, Trump ha affermato che, dopo i negoziati, Israele ha accettato una linea di ritiro iniziale da condividere con Hamas e che il cessate il fuoco entrerà in vigore immediatamente una volta confermato da Hamas, aprendo così la strada allo scambio di ostaggi e prigionieri per porre fine a un conflitto durato secoli.
Tuttavia, le dichiarazioni di Trump sembrano limitare le aspirazioni di Hamas di rivedere profondamente il piano, confermando che i nuovi negoziati si svolgeranno in Egitto. La diplomazia si intensifica, con l’arrivo dell’inviato per il Medio Oriente americano, Steve Witkoff, e del genero di Trump, Jared Kushner, a Sharm el-Sheikh.
Il ministro degli Esteri egiziano ha confermato l’inizio dei colloqui lunedì, mentre Netanyahu ha affermato: «Tutti gli obiettivi saranno raggiunti presto» e ha ribadito che Hamas sarà disarmata. Inoltre, ha expressato la speranza che i rapiti tornino a casa per la festa del Sukkot, facendo intendere la volontà di accelerare i tempi per le trattative. In un’intervista successiva, ha escluso ogni possibilità di rivedere il punto che riguarda il rilascio immediato degli ostaggi.
Netanyahu ha ribadito che le forze israeliane rimarranno in profondità a Gaza, un punto centrale per Hamas, che si oppone a tale permanenza. Mentre il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato che il piano di Trump serve gli interessi di un Grande Israele sotto il velo americano, Hamas ha fatto sentire la propria posizione tramite il portavoce in Libano, Walid al Kilani: «Finché esisterà l’occupazione, esisterà la resistenza».
In conclusione, la consegna delle armi prevista nel piano di pace è subordinata alla creazione di uno stato palestinese sovrano con il diritto di prendere decisioni autonomamente. Tuttavia, esiste una chiara spaccatura tra le opinioni dell’ala militare e quella politica di Hamas, con la prima più resistente all’accordo. Da Ramallah, il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas ha accolto con favore le notizie riguardanti gli ostaggi e i futuri negoziati.
Che situazione complicata! È incredibile come si stia cercando di trovare una soluzione dopo anni di conflitto. Ma ci si può davvero fidare di Hamas e delle promesse di Trump? Spero solo che gli innocenti non continuino a soffrire in questa guerra senza fine. La pace deve essere la priorità, ma le parole sono solo parole…