Istat: Occupazione ai massimi storici con aumento del lavoro stabile e diminuzione dell’inattività. Pulizia dell’aria condizionata: ecco come fare.

12.06.2025 17:45
Istat: Occupazione ai massimi storici con aumento del lavoro stabile e diminuzione dell’inattività. Pulizia dell'aria condizionata: ecco come fare.

Risultati Storici per il Mercato del Lavoro Italiano

Il mercato del lavoro in Italia sta vivendo un momento di svolta, con risultati mai ottenuti prima. In base ai dati pubblicati dall’Istat per il primo trimestre 2025, il tasso di occupazione ha raggiunto il 62,7%, segnando un record storico dalle serie storiche trimestrali avviate nel 2004, riporta Attuale. Questo successo è principalmente attribuibile all’incremento dei contratti a tempo indeterminato, rendendo evidente un consolidamento dell’occupazione stabile.

Nel confronto con il quarto trimestre del 2024, il numero degli occupati è aumentato di 141mila unità, corrispondente a un incremento dello 0,6%, raggiungendo un totale di 24 milioni 186mila. Su base annua, il numero degli occupati è aumentato di 432mila (+1,8%). La crescita è predominante tra i dipendenti a tempo indeterminato, con un +143mila in tre mesi (+0,9%), mentre gli indipendenti hanno registrato un incremento di 18mila (+0,3%). Al contrario, il numero di contratti a termine è diminuito di 20mila (-0,8%). Il tasso di disoccupazione rimane stabile al 6,1%, e quello di inattività è sceso al 33,1% (-0,4 punti).

Secondo l’Istat, l’input di lavoro, misurato delle ore lavorate, è aumentato dell’1,0% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% su base annua. Inoltre, il Pil ha registrato un incremento del +0,3% in termini congiunturali e del +0,7% su base tendenziale.

Un ulteriore indicatore positivo è rappresentato dal costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula), che nel primo trimestre ha mostrato una crescita dell’1,5% rispetto al trimestre precedente. Questa crescita è dovuta a un aumento delle retribuzioni (+1,3%) e dei contributi sociali (+2,2%). Su base annua, la crescita complessiva si attesta al 4,6%, evidenziando i miglioramenti retributivi guidati dai rinnovi contrattuali e la diminuzione degli effetti di alcune agevolazioni contributive.

Per quanto riguarda le modalità di ricerca del lavoro, prevale ancora il canale informale, con il 73,6% dei disoccupati che si rivolge a parenti e amici, sebbene questa metodologia abbia mostrato una diminuzione di due punti percentuali rispetto a un anno fa. Tuttavia, altre modalità, come l’invio di curricula e la consultazione di offerte di lavoro, stanno aumentando, con valori rispettivamente del 71,4% (+6 punti) e del 56,3% (+7,1 punti). Il coinvolgimento con i Centri per l’impiego è anche in aumento, con il 34,6% e il 31,9% per colloqui o selezioni.

Le differenze nell’occupazione restano evidenti, soprattutto in base al titolo di studio. L’occupazione tra i laureati è aumentata di +1,9 punti in un anno, raggiungendo l’83,6%, seguita dai diplomati al 67,7% (+0,7 punti), mentre il tasso per coloro che possiedono solo la licenza media si attesta al 44,3% (+0,3 punti).

Il governo ha accolto con favore i dati, con il Ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, che ha dichiarato: “I nuovi dati Istat sul mercato del lavoro rappresentano un risultato senza precedenti, frutto di una visione chiara da parte del Governo Meloni e di politiche che stanno dando risultati concreti”. Foti ha messo in evidenza l’incremento dell’occupazione stabile e di qualità, sottolineando la differenza rispetto alle politiche del passato.

Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro, ha definito i dati “straordinari”, aggiungendo che l’occupazione continua a crescere, raggiungendo livelli mai visti dal 2004. Ha inoltre criticato le affermazioni della Cgil riguardo alla necessità di un referendum per modificare le politiche sul lavoro, considerandole demagogiche.

Anche l’Ugl ha elogiato i risultati, con il segretario generale Paolo Capone che ha affermato che i dati rappresentano un segnale incoraggiante e un rafforzamento delle dinamiche di inclusione lavorativa, frutto di misure concrete come il taglio del cuneo fiscale e incentivi per l’assunzione dei giovani. Capone ha evidenziato l’importanza del sistema Siisl come strumento strategico per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Infine, riguardo ai rinnovi contrattuali, gli adeguamenti salariali previsti in base all’indice Ipca-Nei – fissato all’1,3% per il 2024 – garantiranno aumenti medi mensili a partire da giugno per vari settori, primeggiando i metalmeccanici e altri gruppi professionali.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere