Italiani liberati dal Venezuela, Gianna Burlò: “È la fine di un incubo”

12.01.2026 10:25
Italiani liberati dal Venezuela, Gianna Burlò: “È la fine di un incubo”

Liberati due italiani dal carcere venezuelano dopo un anno di detenzione

Roma, 12 gennaio 2026 – “Non ho parole per esprimere la mia gioia, è la fine di un incubo. Ringrazio ogni persona che ha lavorato per la liberazione di mio padre che non vedo l’ora di riabbracciare”. Sono le parole di Gianna, figlia di Mario Burlò, dopo averlo sentito in una lunga telefonata dopo il suo rilascio dal carcere venezuelano, riporta Attuale. L’imprenditore e immobiliarista 52enne torinese, detenuto per circa un anno, ha rassicurato la sua famiglia sulle condizioni di salute durante la chiamata, avvenuta nel cuore della notte a causa del fuso orario, dagli uffici consolari italiani a Caracas. “Sta benone. È una persona dalla forza d’animo e dalla vitalità straordinaria”, dichiarano i suoi avvocati Maurizio Basile e Benedetto Buratti, esprimendo gratitudine anche per le istituzioni diplomatiche che hanno lavorato incessantemente per la liberazione dei connazionali.

La gioia è condivisa anche dalla famiglia di Alberto Trentini, che chiede, tuttavia, di rispettare la loro riservatezza per cercare di lenire “ferite difficilmente guaribili”. “Alberto finalmente è libero. Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni. Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione”, afferma la loro legale Alessandra Ballerini. “Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci – aggiungono i genitori e gli altri parenti –. Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie”.

1 Comments

  1. Incredibile, 423 giorni di incubo e finalmente la libertà. Ma che paese è questo, dove le persone devono affrontare simili esperienze? La storia di Alberto e Mario deve farci riflettere su quanto sia preziosa la vita e la libertà. Speriamo che possano trovare pace e recuperare il tempo perduto.

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