Javier Milei perde i poteri straordinari

28.07.2025 13:15
Javier Milei perde i poteri straordinari

Crisi Politica in Argentina: Le Sfide di Javier Milei

In Argentina, i poteri straordinari che il parlamento aveva conferito al presidente Javier Milei per far fronte all’emergenza economica sono scaduti due settimane fa. Questi poteri consentivano al presidente di governare per decreto, evitando il passaggio obbligatorio in parlamento, dove il suo partito, La Libertad Avanza, si trova in netta minoranza. Da questo momento, l’opposizione ha iniziato a varare una serie di leggi contrarie alle politiche economiche di Milei, innescando una crisi politica senza precedenti. Il presidente sta affrontando questa situazione con un approccio confrontativo, evitando ogni forma di mediazione, riporta Attuale.

Javier Milei è alla presidenza dall dicembre 2023, avendo vinto le elezioni con un programma di stampo ultraliberista e conservatore. Nonostante non abbia mai avuto il controllo della maggioranza in parlamento, a giugno 2024 era riuscito ad ottenere, con il supporto dei partiti di destra tradizionali, l’approvazione della legge bases, composta da 238 articoli e contenente una serie di riforme significative. Questa legge gli conferiva poteri straordinari per un anno per implementare queste riforme, ma tali poteri sono scaduti il 9 luglio.

Un giorno dopo la scadenza dei poteri, l’opposizione ha approvato un aumento delle pensioni del 7%, una riduzione dell’età pensionabile, e misure di supporto per persone con disabilità. Il governo ha stimato che il costo totale delle nuove leggi inciderebbe per il 2,5% del PIL, annullando di fatto il surplus economico previsto del 1,6% per il 2025, considerato da Milei cruciale per la stabilizzazione finanziaria dell’Argentina, già provata da una crisi economica profonda.

Questa situazione rappresenta una sconfitta politica significativa per Milei, il quale ha definito i legislatori che hanno approvato queste misure come «degenerati fiscali» e «figli di puttana che vogliono distruggere il governo». Ha annunciato l’intenzione di porre il veto alla legge, ma l’opposizione potrebbe superare il veto con una maggioranza di due terzi. Le simulazioni attuali indicano che si deciderà su pochi voti, ed è evidente che Milei stia cercando nuove alleanze, definendo i suoi potenziali sostenitori come “eroi”.

Tuttavia, Milei non è noto per la sua capacità diplomatica e questa mancanza di abilità nel costruire consenso rende ancora più complicata la situazione dopo la perdita dei poteri eccezionali. Negli ultimi giorni, ha espresso il suo disappunto principalmente nei confronti della sua vicepresidente, Victoria Villarruel, una figura di estrema destra con la quale i rapporti si sono deteriorati dopo le elezioni. Accusandola di tradimento per non aver impedito l’approvazione della legge, Villarruel ha risposto invitandolo a comportarsi con maturità e a limitare i viaggi all’estero anziché le misure per i disabili.

Oltre a ciò, Milei ha anche attaccato i governatori provinciali, considerati i principali nemici delle sue politiche. Molti dei tagli attuati per ridurre il deficit statale hanno avuto un impatto negativo sulle amministrazioni locali, e i governatori, figure politiche fondamentali in Argentina, hanno risentito degli insulti e delle accuse del presidente, accusato di voler «rompere il paese».

Il presidente ha infine annunciato che, anche se dovesse perdere il voto sul veto, intende ribaltare la legge dopo le elezioni di metà mandato, quando spera di riaffermare il controllo in parlamento. Tuttavia, la sua aspettativa di ottenere una maggioranza è incerta, poiché solo una parte dei seggi sarà riassegnata. Una vittoria schiacciante nelle elezioni del 26 ottobre potrebbe confermare il sostegno popolare che ancora gode e persuadere diversi esponenti di centro a unirsi a lui.

Nonostante ciò, i sondaggi rivelano un decremento della popolarità di Milei, scesa al 42% negli ultimi mesi, dopo aver raggiunto in passato percentuali più elevate. Nonostante l’inflazione sia scesa all’1,6% a giugno, il potere d’acquisto è stato compromesso dalla svalutazione del peso, rendendo l’Argentina uno dei paesi più costosi dell’America del Sud. Questa situazione critica presenta ulteriori sfide per il presidente.

Un prossimo test importante sarà rappresentato dalle elezioni della provincia di Buenos Aires del 7 settembre, dove vive il 38% della popolazione argentina. I dirigenti del partito di Milei, tra cui la potente sorella Karina, hanno finalizzato le liste dei candidati. Tuttavia, la base storica dei sostenitori ha sollevato proteste, poiché si è sentita poco rappresentata dalla presenza di figure provenienti dalla destra tradizionale e da fuoriusciti di partiti peronisti. Questo segnala una potenziale perdita dell’appeal di Milei come rottura rispetto alla politica tradizionale.

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