Crisi politica in Gran Bretagna: dimissioni di Wes Streeting e la sfida a Starmer
LONDRA – Il governo di Keir Starmer continua a trovarsi in una grave crisi, dopo un’altra intensa giornata politica ieri tra Westminster e Downing Street, riporta Attuale.
Le dimissioni del ministro della Sanità, Wes Streeting, erano attese, insieme all’annuncio di una formale sfida per la leadership del Partito laburista. Tuttavia, l’improvviso annuncio all’alba che Angela Rayner, ex vicepremier, ha risolto il suo contenzioso fiscale ha ribaltato le carte: Rayner, icona della sinistra laburista, rappresenterebbe una seria minaccia per Streeting, esponente della destra blairiana, in un eventuale confronto.
Intorno all’ora di pranzo, è giunto l’annuncio ufficiale delle dimissioni di Streeting, il quale ha dichiarato di aver «perso fiducia» in Starmer. Ma la sua aspettativa di una sfida diretta non si concretizza, poiché secondo le regole del partito, per lanciarla occorrono le firme di 81 deputati laburisti, e Streeting sembra non aver raggiunto il numero necessario, fermandosi a 44 secondo la Bbc.
La competizione per succedere a Starmer è dunque aperta, con Streeting che spera in una «ampia» partecipazione. In particolare, la figura di Andy Burnham, sindaco di Manchester e considerato da molti il “re del Nord”, emerge come potenziale salvatore del partito. Tuttavia, Burnham ha affrontato il problema di non essere deputato, il che lo esclude dalla possibilità di essere premier. Ma nel pomeriggio è stato superato anche questo ostacolo, con un parlamentare laburista che si è ritirato, aprendo la strada a nuove elezioni suppletive per cui Burnham si candida prontamente.
Il percorso verso Downing Street per Burnham sembra quindi spianato, a condizione che riesca a farsi eleggere. In un confronto diretto con Starmer, molti sostengono che avrebbe buone possibilità di vincere, anche se i tempi per una successione potrebbero richiedere di attendere fino all’autunno. La pressione su Starmer è in aumento, ma al momento non sembra intenzionato a lasciare la leadership.
Se la situazione all’interno del Partito laburista sta degenerando in una vera e propria guerra civile, anche Nigel Farage, leader dell’opposizione e figura associata alla Brexit, affronta le proprie difficoltà. È finito nel mirino di un’inchiesta parlamentare riguardo a una donazione non dichiarata in criptovaluta di 5 milioni di sterline (quasi 6 milioni di euro), ricevuta da un miliardario britannico residente in Thailandia. Con tali fondi, Farage ha acquistato una casa del valore di quasi 2 milioni di euro.