Giornata di Gerusalemme segnata da violenza e attacchi contro i palestinesi

15.05.2026 10:15
Giornata di Gerusalemme segnata da violenza e attacchi contro i palestinesi

Violenza e vandalismo durante la “giornata di Gerusalemme”

Durante la “giornata di Gerusalemme”, che segna l’occupazione della città da parte delle forze israeliane nel 1967, si sono verificati atti di vandalismo, aggressioni e cori razzisti contro l’Islam da parte di gruppi di ebrei ultraortodossi e nazionalisti di destra. La manifestazione ha visto la partecipazione di alcune migliaia di persone, che hanno preso parte alla “marcia delle Bandiere” attraverso Gerusalemme Est, un evento guidato da nazionalisti religiosi di destra, affrontando il quartiere arabo della Città Vecchia fino al Muro del Pianto, un sito sacro per gli ebrei, riporta Attuale.

La manifestazione si è divisa all’ingresso della Città Vecchia: una parte si è diretta verso la porta di Giaffa e il quartiere ebraico, mentre il gruppo più radicale, composto principalmente da adolescenti e pre-adolescenti, ha invaso il quartiere arabo attraverso la porta di Damasco. I partecipanti hanno intonato insulti come “morte agli arabi” e frasi considerate blasfeme, vandalizzando attività commerciali palestinesi rimaste aperte e lanciando oggetti contro passanti e giornalisti.

La polizia, schierata con un ampio dispiegamento di agenti, ha impedito l’accesso al centro storico ai giornalisti e ha effettuato 16 arresti. Le violenze e le aggressioni durante la giornata di Gerusalemme sono un fenomeno ricorrente, con episodi di questo tipo che si verificano ogni anno, portando a un numero limitato di arresti nonostante la violenza diffusa.

Sono stati presenti al raduno anche figure politiche di spicco, tra cui Itamar Ben Gvir, il ministro della Sicurezza Nazionale, noto per le sue posizioni nazionaliste e razziste. Ben Gvir ha visitato la Spianata delle Moschee, un luogo sacro per ebrei e musulmani, sostenendo che gli ebrei dovrebbero avere maggiore accesso alla zona, attualmente regolamentata per garantire l’equilibrio tra le due comunità religiose.

A gennaio, ad esempio, Ben Gvir aveva nominato un generale considerato suo alleato a capo della polizia di Gerusalemme, il quale aveva autorizzato per la prima volta l’accesso dei fedeli ebrei nella Spianata con oggetti liturgici, comportamento che è altrimenti vietato. Ben Gvir ha dichiarato, agitato la bandiera israeliana, che “il Monte del Tempio è nostro”, richiamando frasi storiche legate all’occupazione della Città Vecchia nel 1967.

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