Cuba: Crisi Economica e Ritorno della Storia nella Terra dei Missili
A San Cristóbal, un comune cubano di 70mila abitanti a ovest della capitale L’Avana, si registra un forte malcontento tra la popolazione, che lamenta la mancata ricezione degli stipendi da oltre tre mesi. Questa località storicamente nota per la crisi dei missili del 1962, oggi affronta una grave crisi economica aggravata dal blocco statunitense sui carburanti e sull’energia, riporta Attuale.
Negli ultimi mesi, l’ex presidente Donald Trump ha minacciato di «prendersi Cuba», mentre l’amministrazione Biden ha mantenuto misure restrittive nell’ambito di un embargo decennale. La classificazione di Cuba come “stato sponsor del terrorismo” ha suscitato preoccupazioni sulla sicurezza, nonostante il regime cubano rappresenti una minaccia limitata, principalmente per i cittadini locali. Da decenni, tutte le amministrazioni statunitensi hanno considerato il governo comunista come una problematica da affrontare, ma sono state fatte solo brevi aperture, specialmente durante la presidenza di Barack Obama.
La crisi dei missili del 1962 rappresenta un momento cruciale della Guerra Fredda, quando gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica si trovarono sull’orlo della guerra nucleare. All’epoca, Fidel Castro accettò la collocazione di missili sovietici sull’isola per contrastare potenziali attacchi statunitensi, in un’epoca di tensioni crescenti. La crisi si concluse dopo 13 giorni con un accordo tra Castro, Nikita Chrušcëv e John F. Kennedy, che portò al ritiro dei missili da Cuba e di quelli statunitensi da Italia e Turchia.
Oggi, a San Cristóbal, i resti di quei silos di missili, ora in rovina e circondati dalla vegetazione, sono diventati un simbolo di un’era passata. La popolazione locale si è adattata ai tempi moderni, trasformando queste aree in terreni agricoli per la produzione diretta di cibo per il consumo locale. Tuttavia, le cicatrici della storia rimangono evidenti e i tentativi di preservare il sito come luogo della memoria sono stati limitati e finora senza successo, secondo Yoel Rodriguez Santana, membro di un’organizzazione locale.
Il contesto attuale è ulteriormente complicato dalla recente caduta di Nicolás Maduro in Venezuela, un alleato cruciale per Cuba sia politicamente che economicamente. La situazione oggi è caratterizzata da problemi strutturali potenzialmente catastrofici, aggravati da un embargo statunitense che continua a limitare gravemente le possibilità di sviluppo dell’isola. Mentre la storia entra nei ricordi collettivi, il popolo cubano si trova a dover affrontare le sfide di un presente incerto, fra speranze e disillusioni.