MsF: la malnutrizione causata da Israele a Gaza ha effetti devastanti su donne incinte e neonati

15.05.2026 16:36
MsF: la malnutrizione causata da Israele a Gaza ha effetti devastanti su donne incinte e neonati

Malnutrizione a Gaza: Gravi Conseguenze per Donne e Neonati, Secondo Medici Senza Frontiere

ROMA – Un’analisi resa nota oggi, 15 maggio 2025, da Medici Senza Frontiere mette in evidenza come la malnutrizione artificiale causata da Israele abbia avuto effetti devastanti sulle donne in gravidanza e in allattamento, nonché sui neonati e sui bambini di meno di sei mesi durante il conflitto e l’assedio a Gaza. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026, le strutture sanitarie sostenute da Medici Senza Frontiere hanno riportato un incremento preoccupante di prematurità e mortalità neonatale per le madri malnutrite, associato a tassi elevati di aborti spontanei. L’organizzazione attribuisce questi risultati al blocco degli aiuti umanitari e agli attacchi contro infrastrutture civili, riportando la situazione come estremamente critica nonostante il cessate il fuoco, esortando le autorità israeliane a garantire immediato accesso all’assistenza e alle risorse necessarie, riporta Attuale.

Secondo Mercè Rocaspana, referente medico di MSF per le emergenze, la situazione di malnutrizione a Gaza è interamente artificiale: “Prima della guerra, la malnutrizione era praticamente inesistente. Da due anni e mezzo, il blocco sistematico ha gravemente limitato l’accesso a cibo e acqua potabile”. Dall’analisi effettuata su 201 madri di neonati assistiti nelle unità di terapia intensiva neonatale di Al Nasser e Al Helou tra giugno 2025 e gennaio 2026, è emerso che oltre la metà delle donne aveva sofferto di malnutrizione durante la gravidanza e il 25% di esse era ancora malnutrita al momento del parto.

Le Conseguenze

Il 90% dei bambini nati da madri malnutrite è risultato prematuro, mentre l’84% presentava un basso peso alla nascita, tassi ben superiori rispetto a quelli dei bambini nati da madri non malnutrite. La mortalità neonatale tra i neonati da madri malnutrite era doppia rispetto a quella di neonati da madri sane. Tra ottobre 2024 e dicembre 2025, i team di MSF hanno accolto 513 neonati sotto i sei mesi nei programmi di alimentazione terapeutica, di cui il 91% a rischio di ritardi nella crescita e nello sviluppo. A dicembre, 200 neonati erano stati dimessi dal programma: solo il 48% era guarito, il 7% era deceduto e un incredibile 32% aveva interrotto il trattamento, principalmente a causa dell’insicurezza e degli sfollamenti.

Marina Pomares, coordinatrice medica di MSF per la Palestina, ha sottolineato che “la riduzione dei ricoveri registrata tra fine luglio e inizio agosto 2025 ha coinciso con un aumento dell’insicurezza e interruzioni nella distribuzione alimentare”. Molte madri hanno richiesto supporto nutrizionale anche prima della diagnosi di malnutrizione nei bambini, evidenziando una diffusa insicurezza alimentare dovuta al blocco imposto da Israele che ha impedito l’ingresso di alimenti a Gaza per mesi. Le famiglie, per sopravvivere, hanno dovuto attuare meccanismi di adattamento, spesso favorendo gli uomini e i bambini a discapito delle madri nella distribuzione del cibo limitato.

Fino all’inizio del conflitto non esistevano reparti specializzati in alimentazione terapeutica. Medici Senza Frontiere ha individuato i primi casi di malnutrizione nel gennaio 2024 e, fino a febbraio 2026, ha ricoverato 4.176 bambini sotto i 15 anni, il 97% dei quali aveva meno di 5 anni, per malnutrizione acuta. Nel medesimo periodo, 3.336 donne in gravidanza e in allattamento sono state inserite nei programmi terapeutici ambulatoriali.

Il cessate il fuoco a gennaio 2025 è terminato nel marzo dello stesso anno. Entro la fine di maggio 2025, i punti di distribuzione alimentare a Gaza erano diminuiti drasticamente da circa 400 a soli 4, molti dei quali operavano in condizioni precarie e con disponibilità irregolare. Inoltre, il blocco commerciale ha limitato drasticamente l’accesso al cibo, mentre la presenza di punti di distribuzione militarizzati ha ulteriormente ostacolato l’assistenza alimentare necessaria.

Nei mesi successivi, le strutture supportate da MSF hanno registrato un aumento significativo dei pazienti in cerca di cure legate alle violenze nei punti di distribuzione alimentare e alla malnutrizione. Le donne hanno riportato esperienze di stress e ansia estreme legate ai rischi che i membri maschili della famiglia affrontano nel tentativo di procurarsi cibo, oltre agli intensi bombardamenti e agli sfollamenti. L’organizzazione ha osservato un aumento degli aborti spontanei legati a livelli elevati di stress.

Secondo la Classificazione integrata delle fasi di sicurezza alimentare, tra il 16 ottobre e il 30 novembre 2025, la regione ha affrontato livelli allarmanti di insicurezza alimentare acuta, con circa tre quarti della popolazione di Gaza colpita: la prima dichiarazione di carestia nella regione mediorientale.

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