Jay McInerney ricorda l’11 settembre: «Per cinque settimane fui volontario, l’America non è più sicura»

12.09.2026 07:35
Jay McInerney ricorda l'11 settembre: «Per cinque settimane fui volontario, l'America non è più sicura»

Il ricordo del 11 settembre: la testimonianza di Jay McInerney

Il noto autore statunitense Jay McInerney ha rievocato le traumatiche esperienze vissute durante gli attentati dell’11 settembre 2001 a New York. La sua memoria è pervasa dall’incredulità e dal panico quando la seconda torre venne colpita; in quel momento, tutti realizzarono che non si trattava di un incidente, riporta Attuale.

McInerney, che era presente durante gli eventi, ha anche ricordato la solidarietà dimostrata dai newyorchesi e i traumi che molte persone continuarono a subire negli anni successivi. Per cinque settimane, egli rimase a Downtown come volontario per assistere le forze dell’ordine e i soccorritori. “Ricordo l’attentato come se fosse ieri; vidi entrambi gli aerei schiantarsi contro le Torri Gemelle”, ha dichiarato al telefono.

Inizialmente, nessuno comprese appieno la gravità della situazione. “Da lontano vedevo la piccola sagoma di un aereo contro il World Trade Center. La mia compagna di allora mi chiamò preoccupata; mi disse: ‘Accendi la tv. Sta succedendo qualcosa’”, racconta McInerney. Quando il secondo aereo colpì, la realtà di un attacco terroristico divenne evidente per tutti.

La reazione di New York fu caratterizzata da un forte senso di solidarietà. “Eravamo consapevoli di dover andare avanti, e lo facemmo come newyorchesi tenaci”, osserva McInerney. Tuttavia, il clima di paura era palpabile; le persone mostrano nervosità ogni volta che un aereo sorvolava il cielo, riflettendo su una possibile ripetizione dell’attacco.

Oggi, venticinque anni dopo, McInerney considera che l’America abbia subito un cambiamento profondo. “L’invasione dell’Iraq è stata assurda. Saddam Hussein non aveva nulla a che fare con gli attentati”, ha affermato, criticando la risposta del governo degli Stati Uniti. “La luce di cui splendeva prima l’America si è affievolita”.

Nonostante l’intensificazione delle misure di sicurezza negli aeroporti, egli esprime preoccupazione riguardo alla reale sicurezza del paese: “Non credo che l’America sia più sicura, anche se le misure sono imponenti”. McInerney, che ha incluso l’11 settembre come sfondo nel suo romanzo “The Good Life”, rivela che scrivere su questo tema è stato molto difficile, “era tutto ancora troppo sconvolgente.”

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