Richiesta di indennizzo da parte di Jessica Moretti dopo la tragedia di Crans-Montana
Crans-Montana (Canton Vallese, Svizzera), 7 ottobre 2026 – Jessica Moretti, principale indagata nell’inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana, ha presentato una richiesta di indennità giornaliera all’assicurazione per la “perdita di guadagno causata dai danni alla salute” a seguito del rogo di Capodanno nel suo locale. La compagnia assicurativa sta esaminando la pratica e ha richiesto il nulla osta per l’eventuale versamento, chiedendo indicazioni su come procedere ai bonifici, poiché i conti di Moretti sono attualmente bloccati, riporta Attuale.
Moretti si presenta come vittima
Di fronte ai 41 morti (tra cui 6 italiani) e ai 115 feriti, il tentativo di Moretti di delineare se stessa come vittima non è passato inosservato. In base alle nuove carte dell’indagine, il suo approccio presenta la tragedia come un banale “infortunio sul lavoro” piuttosto che un evento doloso che ha provocato una perdita così straziante di giovani vite.
Implicazioni legali in Svizzera
Secondo la Legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni in Svizzera (Lainf), se dovesse essere accertata una responsabilità penale o grave negligenza da parte di Moretti, sarà obbligata a restituire le indennità giornaliere percepite ingiustamente. Questa situazione sta suscitando profonda preoccupazione tra i familiari delle vittime, come evidenziato da Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, che esprime la necessità di verità e giustizia oltre al risarcimento economico.
Una ferita profonda nella comunità
Il recente passato è segnato dalla tragedia per la comunità colpita. La testimonianza di un padre di una delle vittime, Manfredi, sottolinea la difficile realtà che vivono i sopravvissuti, costretti a confrontarsi con le ferite fisiche e psicologiche, mentre chi ha ricevuto indennità si presenta come vittima collaterale senza reali limitazioni. “Questa situazione è senza vergogna,” dichiara, mettendo in evidenza il contrasto tra le sofferenze dei feriti e il trattamento riservato a chi è coinvolto nell’inchiesta.
La questione dei risarcimenti
La situazione di indennizzi per le vittime continua a destare preoccupazione. Sono stati stanziati 20 milioni di franchi, gestiti attraverso una tavola rotonda composta da Governo, Comune di Sion e compagnie assicurative. Tuttavia, i familiari come il padre di Manfredi avvertono che questa somma risulta insufficiente rispetto alle spese sanitarie e ai danni permanenti subiti dai ragazzi. La Svizzera, pur essendo un paese “ipergarantista”, ha imposto una cauzione di soli 200mila franchi a Jacques Moretti, attualmente in custodia per presunti reati di violenza domestica, un importo molto ridotto in relazione alla gravità della situazione.