Jonathan Rivolta: “Mi sono difeso, non volevo ucciderlo”. La madre: “Temiamo ritorsioni dopo l’aggredizione in casa”

15.01.2026 14:46
Jonathan Rivolta: “Mi sono difeso, non volevo ucciderlo”. La madre: “Temiamo ritorsioni dopo l'aggredizione in casa”

L’intensa vicenda di Jonathan Rivolta, 33enne di Lonate Pozzolo, si è consumata il 14 gennaio 2026, quando è stato costretto a difendersi all’interno della propria abitazione da un violento tentativo di furto che ha portato alla morte di un ladro. La madre di Rivolta ha descritto le condizioni del figlio, affermando: “Mio figlio ha tutta la testa fasciata, è provato ma sta bene, si ricorda tutto: adesso abbiamo molta paura”, riporta Attuale.

Le parole di Jonathan Rivolta: “Mi sono difeso, non volevo ucciderlo”

La zia di Rivolta ha dichiarato che è “sotto choc, frastornato” per l’accaduto. In seguito all’incidente, Jonathan è stato ascoltato dalla pm di Busto Arsizio Nadia Calcaterra e, al momento, non è indagato. Ha fornito una versione dei fatti che appare coerente con le indagini effettuate dai carabinieri, sostenendo di aver trovato i ladri in casa e di essere stato aggredito, da qui la necessità di difendersi. Quando ha appreso della morte del ladro, ha espresso il suo dolore, dichiarando: “Mi sono difeso, non volevo ucciderlo”.

Acquisiti i filmati delle telecamere

I carabinieri stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza di un mobilificio vicino e di un condominio di fronte alla villetta per ricostruire il percorso dei ladri, arrivati in auto e fuggiti con la stessa vettura fino all’ospedale di Magenta, dove hanno abbandonato il complice deceduto.

La ricostruzione del raid in villa

La drammatica vicenda ha avuto inizio intorno alle 11:00 di mercoledì 14 gennaio in via Montello. Jonathan, dopo un turno di notte, si è trovato davanti due uomini che erano entrati forzando la porta d’ingresso, mentre un terzo attendeva all’esterno. È stato subito aggredito con pugni al volto, riportando ferite significative. In quel frangente, temendo per la propria vita, ha sferrato un colpo con un coltello da caccia, in dotazione a un kit di sopravvivenza da trekking. Il ladro, identificato come Adamo Massa, 37 anni, gravemente ferito, è stato estratto dalla casa dal complice e trasportato all’ospedale, dove è deceduto prima di ricevere assistenza chirurgica.

Chi è Adamo Massa: il campo rom, i precedenti penali

Adamo Massa, il ladro deceduto, aveva una lunga carriera criminale, con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio. Nel 2018 era stato arrestato insieme a due complici per una serie di truffe e furti. La sua banda, operante nel campo rom di Torino, era nota per aver utilizzato veicoli camuffati come auto delle forze dell’ordine. Gli inquirenti avevano recuperato un bottino di circa 250.000 euro in gioielli e contanti durante le operazioni di arresto.

1 Comment

  1. Incredibile come la violenza possa colpire anche a casa propria… Non è giusto che si debba temere di tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Spero che Jonathan riesca a superare questo momento. La paura di ritorsioni è assurda, chi deve proteggere chi?

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