La cooperazione bellica dell’UE con l’Ucraina: un’analisi della situazione attuale
KIEV – L’ambasciatrice della UE in Ucraina, Katarina Mathernova, ha dichiarato che “Vladimir Putin ha fallito i suoi obiettivi strategici. Voleva prendere Kiev in pochi giorni, ma dopo quattro anni non ha in mano nulla di significativo. Mirava a ridurre il peso della NATO, che invece è oggi più forte di prima. E ha perso in Siria, Iran e Venezuela. La UE ha contribuito a queste sconfitte di Putin, ma non è ancora chiaro come intende sfruttarle. Dal mio osservatorio di rappresentante dei 27 Paesi europei ormai dal settembre 2023 mi sono convinta che noi saremmo molto più forti se avessimo l’Ucraina come nostro membro a pieno titolo”, riporta Attuale.
Mathernova ha evidenziato come la guerra abbia portato a un crollo dell’ordine internazionale stabilito dopo la Seconda guerra mondiale, modificando profondamente la dipendenza della sicurezza europea dagli Stati Uniti. “La guerra è iniziata con il sostegno unitario dell’Alleanza Atlantica all’Ucraina, che ora non esiste più e l’Europa è stata in grado di assumere un impegno maggiore di quanto inizialmente previsto”, ha spiegato.
Riguardo alla vittoria ucraina, ha ammesso che “non siamo ancora a quel punto, ma può avvenire grazie alle incredibili capacità combattive ucraine e ai mutamenti della geopolitica”. Sebbene ci sia stata maggiore attività da parte dell’Europa, il dialogo di pace è guidato dagli Stati Uniti. Mathernova ha espresso scetticismo, affermando che “non vedo ottimismo al momento” e che l’Europa deve rimanere centrale nel trovare una soluzione al conflitto e nel futuro dell’Ucraina.
Dal 2021, l’Unione Europea ha fornito aiuti all’Ucraina per un valore di 193,3 miliardi di Euro, di cui oltre 69,3 miliardi in materiale bellico e addestramento militare, sottolineando che “nessuno ha dato quanto noi”. Degli aiuti già stanziati per il biennio 2026-2027, 30 miliardi andranno al settore civile e 60 a quello militare.
Mathernova ha spiegato la tipologia di sostegno bellico fornito: “Inviamo armi, munizioni, sistemi di difesa antiaerea, ma anche contribuiamo a pagare i salari ai soldati e a finanziare l’industria bellica ucraina”. Riguardo alla cooperazione tra le industrie belliche europee e ucraine, ha dichiarato che “funziona” e ha evidenziato l’apertura di un ufficio dedicato a Kiev nel 2024 per facilitare gli scambi e l’innovazione.
La situazione umanitaria in Ucraina, tuttavia, è gravissima, con Kiev sull’orlo di una catastrofe mentre la Russia continua a ridurre il Paese al freddo e al buio. “L’Europa ha intensificato l’export di energia verso l’Ucraina, ma i russi hanno colpito le linee dell’alta tensione”, ha detto Mathernova, che ha criticato la comunità internazionale per la scarsa reazione ai crimini di guerra russi.
Infine, in risposta alle offese ricevute dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, Mathernova ha dichiarato: “L’ho trovata totalmente fuori tono e inappropriata. Ancora una volta i russi provano a farci dimenticare che sono stati loro ad attaccare l’Ucraina”.