Ghislaine Maxwell invoca il Quinto Emendamento durante l’audizione sul caso Epstein
Ghislaine Maxwell, condannata a vent’anni di carcere per il suo ruolo in una rete di abusi su minorenni orchestrata da Jeffrey Epstein, ha nuovamente esercitato il suo diritto al silenzio durante un’audizione al Congresso. Indossando l’uniforme carceraria, ha ripetuto per più di dieci volte, “Invoco il mio diritto al silenzio, garantito dal Quinto Emendamento”, riporta Attuale.
Il suo avvocato, David Oscar Markus, ha fatto intendere che la Maxwell potrebbe cambiare atteggiamento e fornire informazioni qualora le venisse concessa una grazia dal presidente Trump, che non ha escluso questa possibilità in passato. Questo fatto ha riacceso l’attenzione sull’interazione di Trump con Epstein, tema emerso anche in relazione a altre figure di spicco, tra cui il principe Andrea d’Inghilterra, che si è dichiarato disponibile a collaborare con le forze dell’ordine.
Markus ha dichiarato: “Se questa commissione e l’opinione pubblica americana desiderano davvero conoscere la verità senza filtri, la signora Maxwell è pronta a parlare in modo completo e onesto, a condizione che le venga concessa la grazia dal presidente Trump. Solo lei può fornire il resoconto completo”. Tuttavia, la sua riservatezza è solo una delle numerose problematiche emergenti dall’inchiesta sul caso Epstein.
Jamie Raskin, capo democratica della commissione Giustizia, ha accusato il Dipartimento di Giustizia di avere occultato nomi chiave nei documenti resi pubblici. Questa è la prima volta che ai parlamentari è consentito di esaminare le versioni complete dei “file Epstein”. Raskin ha evidenziato che il segreto di stati riguardanti nomi coinvolti ha impedito una giusta comprensione della portata delle operazioni illecite, affermando: “È impensabile gestire un giro internazionale di sfruttamento sessuale di minori con solo due persone che commettono crimini”.
In aggiunta, notizie emergenti suggeriscono che Jeffrey Epstein e Steve Bannon, ex stratega di Trump, avevano lavorato insieme a un documentario per difendere Epstein contro le accuse, prima del suo arresto nel luglio 2019. Si parla di un video di due ore realizzato da Epstein, in cui parlava con un intervistatore, la cui voce sembra somigliare a quella di Bannon.