Dimissioni dell’ambasciatrice norvegese dopo collegamenti con Jeffrey Epstein
Domenica, Mona Juul, l’ambasciatrice norvegese in Iraq e Giordania, ha rassegnato le dimissioni a causa delle sue connessioni con il finanziere statunitense Jeffrey Epstein, condannato nel 2008 per sfruttamento sessuale di ragazze minorenni e deceduto in carcere nel 2019. Tra i documenti relativi al suo processo pubblicati dal governo statunitense, emerge una donazione firmata da Epstein, che avrebbe versato 5 milioni di dollari (circa 4,2 milioni di euro) a ciascuno dei due figli di Juul e del marito Terje Rød-Larsen, riporta Attuale.
Lunedì, l’Økokrim, agenzia speciale della procura norvegese che si occupa di indagini sui reati finanziari, ha avviato un’indagine nei confronti di Juul per corruzione aggravata. Anche Rød-Larsen è sotto indagine come complice. Entrambi hanno negato le accuse. Oltre alla donazione presunta, si sostiene che Juul e Rød-Larsen abbiano intrattenuto diversi contatti con Epstein.
Juul e Rød-Larsen sono figure di spicco nella diplomazia norvegese. Hanno partecipato ai negoziati per gli accordi di Oslo, che negli anni Novanta miravano a porre fine al conflitto israelo-palestinese. Juul ha ricoperto anche il ruolo di ambasciatrice della Norvegia presso le Nazioni Unite.
La scorsa settimana, in Norvegia, si è riacceso il dibattito riguardo al contenuto dei documenti su Epstein, con particolare riferimento ai suoi rapporti con la principessa ereditaria della Norvegia, Mette-Marit Tjessem Høiby. I media norvegesi hanno riportato anche che l’ex primo ministro Thorbjørn Jagland e l’ex ministro degli Esteri Børge Brende avrebbero avuto contatti con Epstein. L’Økokrim ha dichiarato di aver avviato un’indagine anche su Jagland.