Civitella Alfedena, la ricerca di Alisya e Sarah continua: sommozzatori al lago di Barrea

14.06.2026 11:25
Civitella Alfedena, la ricerca di Alisya e Sarah continua: sommozzatori al lago di Barrea

L’Aquila, 14 giugno 2026 – Dove sono Alisya e Sarah? La ricerca delle due sorelle di Minturno (Latina), scomparse una settimana fa dalla comunità ‘Ofh Hope’ di Civitella Alfedena, continua senza sosta. Le autorità esplorano diverse ipotesi, dalla possibilità di un allontanamento volontario fino a un possibile sequestro. I sommozzatori dei vigili del fuoco sono stati inviati a Civitella per scandagliare il lago di Barrea, mentre le ispezioni iniziali non hanno prodotto immersioni ma hanno coinvolto un’esame accurato delle arcate di due ponti in cerca di tracce. Parallelamente, le forze dell’ordine stanno perlustrando i boschi circostanti, zone ben conosciute dalle ragazze. Attualmente, l’inchiesta della procura di Sulmona è aperta per il reato di ‘sottrazione di minore’, riporta Attuale.

Indagine a 360 gradi

Le indagini si sono arricchite di elementi chiave, inclusi i dati provenienti dagli smartphone delle ragazze, contenenti chat, messaggi e telefonate che potrebbero rivelare informazioni cruciali. Inoltre, le immagini delle telecamere di videosorveglianza comunale hanno registrato veicoli sospetti transitati nelle vicinanze della struttura protetta durante la notte della scomparsa. L’area della stanza occupata dalle sorelle è stata analizzata, dal momento che i due minori vivevano in questa casa famiglia dal ottobre 2024, dopo una decisione del giudice. Entrambe le ragazze hanno un passato complesso, precedentemente caratterizzato da un percorso difficile.

Allontanate dai genitori

Le due ragazze erano state collocate in comunità separate nel 2023, poiché entrambi i genitori – divisi dal 2021 – non erano ritenuti capaci di prendersi cura di loro. Tuttavia, nel 2024, sono state ricondotte insieme a Civitella. Recentemente, nel maggio scorso, il padre delle minori, 39enne di Minturno, aveva riacquistato la responsabilità genitoriale, avviando un percorso di riavvicinamento alle figlie. I messaggi con le ragazze erano frequenti, e il padre programmava regolarmente visite nella casa protetta. Le adolescenti, frequentando una scuola in Abruzzo, sono descritte come tranquille e diligenti.

Nei giorni scorsi, sono emersi contenuti strazianti di lettere scritte dalle sorelle alla madre, in cui esprimono la mancanza per la figura materna: “Mamma mi manchi, ho sempre desiderato una mamma come te” e “Ti vorrei accanto a me per sempre“. Tuttavia, secondo il tribunale di Cassino, le ragazze sono considerate soggette a “atteggiamenti manipolativi e condizionanti” da parte di Valentina D’Acunto, il cui obiettivo sarebbe stato quello di “allontanare le figlie dal padre”, con il quale ha un rapporto conflittuale.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere