Bologna, 27 luglio 2026 – È una tragedia in evoluzione quella di Abderrahim Fakir, 42enne deceduto durante un fermo di polizia al Pilastro, periferia di Bologna. Diversi dettagli riguardo alla dinamica del suo decesso e i protagonisti coinvolti vengono ora chiariti dalle immagini delle bodycam degli agenti. Recentemente è emerso un nuovo spezzone di una decina di secondi, che sta attirando l’attenzione degli investigatori, riporta Attuale.
Le fasi finali del contenimento
In queste immagini, l’agente appare mentre tiene la testa di Fakir premuta sull’asfalto, con altri due cittadini che si avvicinano. Sono le fasi finali del contenimento, poco prima che il 42enne perdesse conoscenza. In questo momento critico, un ragazzo a torso nudo è stato identificato come uno dei civili che ha aiutato più attivamente gli agenti, mentre un altro giovane, in maglia bianca e a piedi scalzi, si china su Fakir per aiutare nell’ammanettamento.
Sono 4 i passanti che hanno aiutato gli agenti
In totale, sono quattro i civili che hanno partecipato all’azione di contenimento, prima che i poliziotti rendessero conto che Fakir era incosciente. Questa situazione ha condotto all’apertura di un fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo, registrando preliminarmente le dichiarazioni dei due agenti e dei quattro soccorritori del 118 intervenuti.
Acquisita una telecamera
Nel contesto dell’indagine, la squadra mobile sta analizzando ogni secondo degli eventi accaduti al Pilastro. A tal fine, è stata acquisita una telecamera che si trova nella zona in cui Fakir ha perso la vita, tra via Panzini e via Svevo, e che potrebbe aver registrato momenti cruciali dall’inizio della crisi fino al tragico epilogo.
L’ascolto dei testimoni
Parallelamente all’analisi delle immagini, l’inchiesta condotta dai pm Arienti e Ambrosino (sotto la supervisione del procuratore capo Paolo Guido) include anche l’ascolto di diversi testimoni. I familiari di Fakir sono stati convocati e si prevede che forniscano informazioni utili per comprendere meglio il contesto della tragedia.
I familiari di Fakir
I familiari, Yossra, Mohamed e Khadija Fakir, sono stati interrogati per ricostruire il profilo di Abderrahim, esplorando anche i suoi ultimi mesi di vita, in cui ha vissuto almeno due crisi psichiche prima dell’episodio del Pilastro.
Attesa per gli altri esami
Il complesso mosaico dell’indagine si arricchirà ulteriormente con gli esiti definitivi dell’autopsia. I primi risultati hanno evidenziato lo schiacciamento dei polmoni di Fakir e la presenza di sangue negli organi respiratori. Le cause e le responsabilità di queste condizioni sono ancora da determinare, richiedendo ulteriori esami, inclusa l’analisi del cuore di Fakir, prevista a fine agosto, seguita dagli esami tossicologici e istologici necessari per chiarire la dinamica del tragico evento.
Una tragedia incomprensibile… come può succedere una cosa del genere? La vita di una persona spezzata così, e per di più in una situazione così delicata. È assurdo pensare che ci vogliano sempre più prove per capire la verità. La gente che aiuta è meravigliosa, ma perché tutto questo? Non si dovrebbe garantire sicurezza e rispetto, soprattutto da chi dovrebbe proteggerci.