La tomba dell’imperatore Qin Shi Huang rimane chiusa da oltre 2000 anni in Cina

14.06.2026 11:35
La tomba dell'imperatore Qin Shi Huang rimane chiusa da oltre 2000 anni in Cina

Inaccessibilità della Tomba di Qin Shi Huang: Misteri e Timori per un Patrimonio Storico

La tomba dell’imperatore Qin Shi Huang, situata in Cina, rimane chiusa da oltre 2.000 anni, rappresentando una delle più grandi incognite della storia cinese. Sebbene il sito sia di notevole rilevanza storica, l’assenza di esplorazioni dirette deriva principalmente da preoccupazioni sui potenziali danni ai reperti, come riporta Attuale.

Qin Shi Huang, che regnò nel Terzo secolo a.C., è noto per aver unificato la Cina, precedentemente divisa in sette stati. Considerato uno dei più influenti imperatori cinesi, egli iniziò la costruzione della Grande Muraglia e fece erigere un maestoso mausoleo a circa 30 chilometri da Xi’an, nel centro della Cina. La sua tomba, realizzata tra il 246 e il 208 a.C., è accompagnata da numerose strutture archeologiche, tra cui il celebre esercito di terracotta.

La vera tomba dell’imperatore è racchiusa in un grande tumulo a forma piramidale, originariamente alto oltre 100 metri. Oggi, la vegetazione ha invaso la zona, ma la sua forma rimane visibile. La base della tomba ha un’ampiezza superiore a quella di altre famose costruzioni antiche, come la piramide di Cheope in Egitto. Mentre l’area circostante è accessibile ai turisti e ha subito vari studi archeologici, la camera sepolcrale vera e propria non è stata mai aperta a causa delle preoccupazioni di danneggiare i reperti al suo interno.

L’esercito di terracotta, scoperto involontariamente nel 1974, rappresenta un caso emblematico di questo timore: le statue, una volta esposte, hanno perso rapidamente i loro colori a causa dell’esposizione all’aria e alla luce solare. Un altro esempio è la tomba dell’imperatore Wanli, i cui scavi negli anni ’50 furono gestiti in modo inadeguato, portando alla perdita di molti manufatti. Questi eventi hanno indotto le autorità cinesi a mantenere chiuse le tombe imperiali a seguito di tali errori.

Le leggende e le storie antiche complicano ulteriormente la questione dell’apertura della tomba di Qin Shi Huang. Lo storico Sima Qian, attivo circa un secolo dopo la costruzione della tomba, segnalò che al suo interno era stata realizzata una replica del regno di Qin Shi Huang, contenente mercurio, usato per rappresentare i corsi d’acqua. Questa sostanza, altamente tossica, potrebbe rappresentare un grave rischio nel caso di una potenziale apertura della camera sepolcrale.

Recenti studi hanno confermato la presenza di concentrazioni di mercurio superiori alla media nel terreno del tumulo, riscontrando così la veridicità delle descrizioni storiche. A seconda della qualità della sigillatura della tomba e della sua profondità, il mercurio potrebbe essere ancora presente in quantità che potrebbero risultare pericolose.

Sima Qian, le cui cronache sono ancora considerate la fonte più completa sul contenuto della tomba, scrisse che i numerosi lavoratori coinvolti nella costruzione sigillarono «copie di palazzi, torri panoramiche e funzionari», assieme a «utensili rari e oggetti meravigliosi». La tomba era dotata di trappole per scoraggiare eventuali intrusi, ma l’affidabilità di queste informazioni antiche rimane incerta.

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