Accordo Usa-Iran: i punti chiave su Hormuz, nucleare e fondi per la ricostruzione

16.06.2026 06:35
Accordo Usa-Iran: i punti chiave su Hormuz, nucleare e fondi per la ricostruzione

Domenica il presidente americano Donald Trump ha annunciato il raggiungimento di un accordo che potrebbe mettere fine a quasi quattro mesi di guerra tra l’Iran e la coalizione composta da Stati Uniti e Israele, riporta Attuale.

Tuttavia, i dettagli dell’accordo sono ancora poco definiti e non è chiaro se la leadership iraniana sia realmente intenzionata a sottoscriverlo. Il vicepresidente statunitense JD Vance ha descritto il memorandum d’intesa come “un documento molto generico”, sottolineando che le specifiche dovranno essere delineate in ulteriori negoziati.

Secondo un’analisi del Washington Post, non è affatto garantito che con la firma della pace gli Stati Uniti si troveranno in una posizione migliore rispetto a prima del conflitto. Entrambe le parti continuano a rilasciare dichiarazioni contrastanti, mentre tre punti chiave dovranno essere affrontati durante gli sviluppi dell’accordo.

Lo Stretto di Hormuz: aperto, ma a quali condizioni?

La risposta iniziale dell’Iran all’attacco di Stati Uniti e Israele è stata la chiusura dello Stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per il commercio mondiale di petrolio.

Il blocco del traffico marittimo, insieme ai raid iraniani sulle infrastrutture energetiche dei paesi del Golfo, ha causato un significativo shock energetico, facendo aumentare i prezzi dei carburanti globalmente. Questo innalzamento dei costi preoccupa la base repubblicana che supporta Trump; il presidente ha affermato che lo Stretto riaprirà entro una settimana. Tuttavia, Suzanne Maloney del Brookings Institution ha espresso dubbi, affermando che i leader iraniani probabilmente non accetteranno la riapertura completa senza ottenere qualcosa in cambio.

Si indica che l’Iran non potrà imporre pedaggi, ma potrà richiedere pagamento per alcuni servizi di supporto navale. Mantenere un certo grado di controllo sul traffico nello Stretto da parte degli ayatollah rappresenterebbe una grande sconfitta per gli Stati Uniti e un pericoloso precedente per l’economia globale, ha affermato Mark Cancian del Center for Strategic and International Studies.

L’Iran potrebbe comunque arrivare ad avere l’arma atomica

Dopo il fallimento delle speranze di rovesciare il regime islamico, il tema di impedire che l’Iran si dotasse di un arsenale nucleare è tornato centrale nei discorsi di Trump. In un’intervista a Fox, il vicepresidente JD Vance ha affermato che gli ayatollah sono pronti a rinunciare all’atomica, una condizione ribadita da Trump stesso. Tuttavia, la leadership iraniana ha lasciato intendere che molto rimane da discutere, e gli esperti avvertono che un accordo su questo tema potrebbe richiedere mesi di negoziazioni.

“Penso che Trump possa ottenere dagli iraniani la promessa di non cercare di sviluppare l’atomica, ma non può garantire che rispettino la loro parola”, ha affermato l’esperto Mosey, indicando che gli Stati Uniti devono fidarsi degli ayatollah o costringerli ad accettare ispezioni di autorità indipendenti come quella dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA).

Le riparazioni come merce di scambio

Le autorità della Repubblica Islamica hanno suggerito che gli Stati Uniti potrebbero rimuovere molte delle sanzioni economiche imposte nel corso degli anni, liberando miliardi di dollari di asset congelati. Questa sarebbe una concessione significativa per il regime degli ayatollah.

Prima dell’annuncio dell’accordo, l’amministrazione Trump stava considerando la restituzione all’Iran di asset congelati per un valore di circa 20 miliardi di dollari, una cifra dieci volte superiore a quella ottenuta con l’accordo del 2015 con l’allora presidente Barack Obama. Tuttavia, la rimozione immediata delle sanzioni sembra ancora lontana.

Washington è, invece, disposta a stabilire un fondo d’investimento di 300 miliardi di dollari per l’Iran, a condizione che Teheran accetti un accordo finale per porre fine al conflitto, che includa intese sul nucleare, secondo il Financial Times. Gli incentivi sarebbero legati alla performance dell’Iran nel rispetto del memorandum d’intesa, da formalizzarsi in Svizzera. I fondi non andrebbero direttamente al governo iraniano, ma come supporto agli investitori.

Attualmente, però, tutti questi piani rimangono speculativi e il testo dell’accordo non è ancora pubblico. “Ogni dettaglio sarà cruciale”, ha sottolineato Cancian. “Al momento, sappiamo ancora troppo poco”.

1 Comment

  1. Che casino! Non si capisce nulla di questo accordo. Sembra che l’Iran stia solo guadagnando tempo. E intanto i prezzi del petrolio volano… Ma il solito Trump promette una riapertura dello Stretto di Hormuz. Siamo davvero sicuri che tutto questo porterà a qualcosa di buono? 🤔 Spero solo che non ci rimettano le tasche i cittadini.

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