Kheibar, il missile letale dei pasdaran

23.06.2025 10:05
Kheibar, il missile letale dei pasdaran

Kheibar Shekan: L’arma avveniristica dell’Iran

Viaggia fino a 1.500 chilometri, con una testata da mezza tonnellata e a velocità dentro l’atmosfera che variano da Mach 7 a Mach 10 (da 8.500 a 12.000 km/h), riportando Attuale.

Kheibar Shekan. Il nome stesso evoca una storia profonda. Kheibar rappresenta una comunità storica, un tempo abitata da tribù ebraiche, che nel VII secolo d.C. venne conquistata dall’esercito musulmano guidato da Maometto. D’altra parte, il termine Shekan significa «distruttore».

Il Kheibar emerge come una delle armi principali nel vasto arsenale missilistico iraniano. Questo missile è stato presentato in diretta sulla televisione di Stato nel maggio 2023 e rappresenta la quarta generazione del razzo Khorramshahr, rivelato per la prima volta nel 2017. Durante quell’annuncio, il ministro della Difesa Mohammad-Reza Ashtiani descrisse l’arma come «parte di un piano per sostenere i nostri alleati». Un sostegno che si è manifestato concretamente quando i pasdaran hanno lanciato per la prima volta il Kheibar contro obiettivi in Israele, colpendo sia Tel Aviv che Haifa.

Uno dei tratti distintivi del Kheibar, rispetto ad altri missili balistici disponibili per il regime, è la sua elevata precisione nel rilevare i bersagli. Il missile ha la capacità di correggere la sua traiettoria mentre si trova fuori dall’atmosfera; e, una volta rientrato nell’atmosfera, è in grado di disattivare il sistema di guida satellitare, rendendosi difficile da intercettare dalle difese aeree nemiche. Tale caratteristica contribuisce a spiegare perché il sistema Iron Dome e altri sistemi di difesa aerea israeliani trovano difficoltà nell’intercettarlo. Il Kheibar può infatti manovrare per evitare i colpi della contraerea grazie a una testata del tipo Marv (Veicolo di rientro manovrabile) capace di modificare il proprio percorso verso l’obiettivo. In precedenza, l’Iran aveva già utilizzato il Kheibar in attacchi contro obiettivi definiti «gruppi terroristici» nel nord della Siria, in un’operazione avvenuta nel gennaio 2024.

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