Khodorkovsky: «Putin è ostaggio dei servizi segreti e vuole ridefinire l’invasione dell’Ucraina»

11.07.2026 12:05
Khodorkovsky: «Putin è ostaggio dei servizi segreti e vuole ridefinire l'invasione dell'Ucraina»

Crisi del carburante in Russia: la risposta del governo e le conseguenze politiche

La Russia ha perso circa un quarto della sua capacità di produzione di carburanti, in un contesto già critico. Mikhail Khodorkovsky, ex imprenditore del petrolio e attuale dissidente in esilio, sottolinea che le autorità russe potrebbero optare per soluzioni di mercato, ma sono riluttanti a farlo per evitare un incremento dei prezzi di diesel e benzina che potrebbe danneggiare il consenso attorno a Vladimir Putin, riporta Attuale.

Khodorkovsky propone che il governo potrebbe coordinare produttori petroliferi e aziende di logistica per risolvere la crisi redistribuendo i flussi export e utilizzando riserve strategiche di carburante. Tuttavia, evidenzia che il governo non dispone né della volontà politica né delle competenze amministrative necessarie per realizzare questa alternativa, spingendo così la Russia verso una grave carenza di carburante, che riflette una crisi più profonda legata al sistema di governance.

Inoltre, Khodorkovsky avverte che l’Ucraina, se dovesse intensificare la pressione sulle infrastrutture energetiche siberiane, potrebbe causare un collasso sistemico del settore carburante in Russia, con impatti significativi per l’agricoltura e la logistica. La mancanza di carburante e le restrizioni su Internet rappresentano i principali modi attraverso cui la società russa percepisce la guerra.

Se la crisi del carburante dovesse continuare, Khodorkovsky prevede che Putin sarà costretto a prendere provvedimenti politici interni, soprattutto con le elezioni autunnali in vista. La propaganda russa sta già preparando il terreno per una possibile ristrutturazione della narrativa sulla guerra, trasformando quella che finora era stata presentata come un’“operazione militare speciale” in una vera e propria “guerra di popolo”, nel tentativo di mobilitare la società russa contro un nemico percepito come maggiore dell’Ucraina.

Khodorkovsky conclude che, sebbene l’Fsb abbia acquisito un’influenza crescentemente dominante sulla gestione interna, la situazione attuale è intrinsecamente instabile, con Putin che rischia di diventare prigioniero del suo stesso apparato di sicurezza. La situazione attuale potrebbe quindi richiedere un’evoluzione simile a quella degli anni di Stalin, in cui purghe e riassetti interni vengono usati per gestire le crisi di potere.

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