La brutalità della situazione dei bambini a Gaza: senza scarpe e privi di un luogo sicuro

03.10.2025 19:46
La brutalità della situazione dei bambini a Gaza: senza scarpe e privi di un luogo sicuro

Gaza: la drammatica situazione dei bambini in un contesto di crisi umanitaria

Gaza City continua a rimanere un teatro di sofferenza per decine di migliaia di bambini, la cui vita è segnata dalla guerra e dalla privazione, riporta Attuale. “Bambini senza scarpe spingono i nonni in sedia a rotelle tra le macerie”, ha affermato James Elder, portavoce dell’UNICEF, durante una conferenza stampa tenutasi oggi presso il Palazzo delle Nazioni di Ginevra.

In un quadro drammatico, il portavoce ha rivelato che un’ulteriore evacuazione è stata ordinata per 200.000 civili, aggiungendosi ai più di 400.000 già costretti a lasciare le loro case nella Striscia di Gaza. Ogni giorno, circa 60-80 bambini sono ricoverati per malnutrizione e altre malattie all’ospedale Patient Friendly, mentre l’unità di terapia intensiva dell’ospedale di Al Helou è sovraffollata. “Il nord è stato dichiarato zona a rischio: chi rimane è considerato sospetto”, ha sostenuto Elder, sottolineando le condizioni disumane in cui vivono i civili.

Le denunce sulla brutalità della logica di evacuazione sono proseguite, con Elder che ha descritto il sud come un’illusoria “zona sicura”, dove le condizioni sono altrettanto precarie. L’85% delle famiglie vive in condizioni deplorevoli, a pochi metri da fognature a cielo aperto e rifiuti, mentre molti non hanno accesso al sapone. “Due terzi delle famiglie non possono permettersi di spostarsi. Anche il sud non è al riparo dai pericoli”, ha aggiunto.

Elder ha evidenziato l’assurdità della definizione di “zone sicure”, affermando che le scuole designate come rifugi temporanei vengono spesso distrutte dai bombardamenti. “Ho incontrato bambini paralizzati, ustionati, o con arti amputati a causa di colpi diretti – racconta Elder – mostrando un quadro terribile di una realtà chiara e inammissibile.”

La situazione per le madri e i neonati, continua Elder, è a dir poco catastrofica. “In sei missioni a Gaza, non ho mai visto una situazione simile”, ha dichiarato, descrivendo neonate che condividono una sola fonte di ossigeno e donne che partoriscono nei corridoi degli ospedali. “La nozione di protezione per i civili è stata sfumata”, ha aggiunto, sottolineando che l’intervento dell’UNICEF è più che mai cruciale, ma insufficiente senza l’eliminazione delle restrizioni per l’ingresso degli aiuti umanitari.

“Il mondo deve adattarsi a questa realtà, ma ciò che vediamo è inaccettabile. I dati e le testimonianze raccolti dall’UNICEF mostrano una crescente emergenza umanitaria. È imperativo che la comunità internazionale agisca in modo significativo per proteggere i bambini palestinesi”, ha concluso Elder.

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