Berlino, 8 novembre 2025 — Secondo un’inchiesta di Deutsche Welle, la “Casa Russa di Scienza e Cultura” situata nel centro di Berlino continua le proprie attività nonostante le sanzioni imposte dall’Unione Europea all’agenzia federale russa “Rossotrudničestvo” nell’estate del 2022. L’istituzione, formalmente destinata alla promozione della cultura e della lingua russa, risulta collegata a una rete di strutture che, secondo servizi d’intelligence occidentali, vengono utilizzate da Mosca per operazioni di influenza e di raccolta d’informazioni all’estero.
Legami con la rete di influenza del Cremlino
Le indagini e i dati riservati provenienti da diversi Paesi occidentali indicano che le rappresentanze di “Rossotrudničestvo” fuori dalla Russia fungono da copertura per attività di intelligence e di propaganda. In tale contesto, la Casa Russa di Berlino viene considerata uno dei principali punti d’appoggio della strategia di Mosca per diffondere disinformazione, consolidare i propri contatti politici e accrescere la presenza culturale sotto forma di “diplomazia morbida”.
Appelli politici e proteste civiche
Da quasi quattro anni parlamentari tedeschi, sia dei Verdi che dei partiti dell’Unione cristiano-democratica e cristiano-sociale, chiedono la chiusura definitiva del centro. Numerosi attivisti organizzano regolarmente manifestazioni davanti alla sede di Friedrichstraße, definita “nido di spie russe”, per denunciare l’attività di propaganda e sostenere la causa ucraina. Le autorità federali hanno tuttavia spiegato che la chiusura totale non è al momento prevista, poiché le sanzioni UE consentono un numero minimo di operazioni amministrative, come la contabilità e il pagamento delle imposte, per mantenere la struttura legalmente funzionante.
Ricorso respinto dai giudici tedeschi
Nel 2023 la Casa Russa ha presentato ricorso al tribunale amministrativo di Monaco chiedendo lo sblocco dei fondi bancari e la revoca delle sanzioni, sostenendo di essere una persona giuridica indipendente e priva di legami diretti con “Rossotrudničestvo”. A fine giugno 2025 il tribunale ha respinto la richiesta, ritenendo ampiamente provato il collegamento tra il centro berlinese e l’agenzia russa. All’inizio di novembre entrambe le parti hanno ricevuto la notifica della sentenza; la struttura dispone ora di un mese per presentare appello.
Una rete di soft power e disinformazione
La “Casa Russa di Scienza e Cultura” è parte di una rete internazionale di centri culturali che Mosca utilizza per legittimare le proprie narrazioni e ampliare la propria influenza all’estero. Sotto l’apparenza di iniziative artistiche o linguistiche, questi istituti promuovono messaggi pro-Cremlino, cercano di modellare l’opinione pubblica e di stabilire contatti con accademici, giornalisti e politici locali. In un’epoca di guerra ibrida, tali centri diventano strumenti di potere informativo e diplomazia mascherata.
Rilevanza europea e rischi per la sicurezza
La permanenza operativa del centro nel cuore della capitale tedesca solleva interrogativi sull’efficacia delle sanzioni europee e sulla coerenza della politica di sicurezza dell’UE. Da un lato, il mancato blocco completo appare come una concessione implicita a Mosca; dall’altro, la sua attività rappresenta un potenziale canale di influenza ostile all’interno dell’Europa.
Il caso berlinese evidenzia come la competizione geopolitica contemporanea non si combatta soltanto con armi convenzionali, ma anche attraverso le istituzioni culturali, l’informazione e la manipolazione dell’opinione pubblica.