Contatti tra la Commissione Europea e i Talebani per il rimpatrio degli afgani
La Commissione Europea ha avviato contatti con il regime talebano in Afghanistan per discutere le modalità di rimpatrio dei richiedenti asilo afgani che non hanno diritto a rimanere nei paesi dell’Unione, inclusi coloro la cui richiesta è stata rifiutata o che hanno ricevuto un decreto di espulsione dopo una condanna. La Commissione ha definito tali contatti come «esplorativi» e «tecnici», chiarendo che non conferiscono legittimità al regime, che continua a essere isolato a livello internazionale a causa delle sistematiche violazioni dei diritti umani, in particolare quelli delle donne, riporta Attuale.
I dettagli di questi contatti sono emersi durante una conferenza stampa nel fine settimana, all’indomani dell’invio di una lettera da parte di 20 paesi, tra cui Germania e Italia, al commissario per gli Affari interni, Magnus Brunner. In questa lettera, i paesi hanno chiesto alla Commissione di sviluppare un sistema per coordinare le espulsioni di cittadini afgani. Tale iniziativa segue le recenti dichiarazioni da parte di alcuni governi. All’inizio di ottobre, il governo tedesco aveva anticipato un imminente accordo con i talebani, dopo aver rimpatriato cittadini afgani condannati in più occasioni.
Nel primo semestre del 2025, gli afgani hanno costituito il secondo gruppo per nazionalità tra le richieste d’asilo presentate nell’Unione Europea, con 42mila domande. Dal 2022, l’Unione ha attivato un ufficio diplomatico nella capitale Kabul, evidenziando l’importanza delle relazioni tra Europa e Afghanistan in un contesto di crescente crisi umanitaria.