La Consulta annulla il tetto di 240mila euro per manager pubblici e alti magistrati, Meloni ora deve legiferare

28.07.2025 17:45
La Consulta annulla il tetto di 240mila euro per manager pubblici e alti magistrati, Meloni ora deve legiferare

La normativa introdotta nel 2014 mirava a rispondere all’emergenza economica, imponendo un tetto unico per gli stipendi pubblici. Tuttavia, è necessario mantenere un limite.

Il regolamento che fissava a 240mila euro per i dipendenti pubblici (principalmente manager e alti magistrati) è stato dichiarato incostituzionale. Questa decisione è stata presa oggi dalla Consulta, che ha esortato la premier Giorgia Meloni a emettere un nuovo decreto della presidenza del Consiglio, ricollegando tale tetto allo stipendio del primo presidente della Corte di Cassazione, come avveniva prima del 2014, riporta Attuale.

Funzionamento del tetto

Secondo le motivazioni fornite dalla sentenza del 28 luglio, il limite retributivo era stato stabilito con il decreto-legge n. 201 del 2011 per tutti coloro che percepiscono stipendi o compensi dalle pubbliche finanze, calcolandolo in base al compenso del primo presidente della Corte di Cassazione. Tuttavia, con il decreto-legge n. 66 del 2014, sotto la premiership di Matteo Renzi, si era imposto un “tetto retributivo” fisso, causando una riduzione significativa degli stipendi per alcuni magistrati e alti dirigenti (la Consulta menziona esclusivamente i magistrati in merito). Tale decisione, secondo i giudici, era stata presa in un contesto di straordinaria emergenza economica e avrebbe dovuto avere carattere temporaneo.

La sentenza odierna

Con l’emergenza economica che non si trova più ai livelli di un tempo, come indicato dalla Consulta, quella norma risulta obsoleta. Tuttavia, il presidente del Consiglio ha la facoltà di redigere un nuovo decreto per stabilire un limite, ricollegandolo agli stipendi del primo presidente della Corte di Cassazione. È importante sottolineare che gli stipendi precedentemente ridotti non saranno oggetto di restituzione.

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