La Corte Costituzionale chiarisce la punibilità per guida sotto effetto di sostanze stupefacenti
Roma, 29 gennaio 2026 – La Corte Costituzionale ha fornito una precisazione importante sulla normativa riguardante la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: può essere punito solo chi crea un pericolo per la sicurezza stradale. Pertanto, l’articolo 187 del Codice della Strada del 2024 non è illegittimo se interpretato in modo da punire chi guida dopo aver assunto droghe, solo se si trova in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale, riporta Attuale.
Precedentemente, la norma stabiliva la punizione per chi guidava “in stato di alterazione psico-fisica” dopo l’assunzione di sostanze. Tre magistrati avevano sollevato dubbi su questa interpretazione, richiedendo alla Consulta di esaminarla. Inoltre, l’articolo 187 consentirebbe di sanzionare chiunque avesse fatto uso di stupefacenti anche giorni, settimane o mesi prima della guida.
Questa interpretazione avrebbe potuto portare a risultati irragionevoli e sproporzionati, incriminando comportamenti del tutto innocui rispetto alla sicurezza stradale. Inoltre, essa non permetterebbe di definire chiaramente l’ambito delle condotte punibili, generando così irragionevoli disparità di trattamento rispetto all’illecito di guida sotto l’influenza dell’alcol.
La pronuncia della Corte, condivisa da diverse associazioni giuridiche italiane, ha respinto tali preoccupazioni, evidenziando la necessità di una “interpretazione restrittiva della nuova norma in conformità ai principi costituzionali di proporzionalità e offensività, nonché alla finalità legislativa”.
Secondo la Consulta, non sarà più necessario dimostrare che il conducente sia alla guida in uno stato di effettiva alterazione psico-fisica. Si renderebbe sufficiente verificare la presenza di quantità di sostanze stupefacenti nei liquidi corporei “che per qualità e quantità, in relazione alle singole matrici biologiche, risultino idonee a determinare, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, un’alterazione delle condizioni psico-fisiche e, conseguentemente, delle normali capacità di controllo del veicolo”. In sintesi, la Consulta chiarisce che occorre comunque evidenziare la presenza delle sostanze nel corpo, unitamente alla capacità dell’assuntore di non creare pericolo per la circolazione stradale.