La destra rinvia l’approvazione della legge su violenza sessuale e consenso al Senato

25.11.2025 20:05
La destra rinvia l'approvazione della legge su violenza sessuale e consenso al Senato

Rinvio della discussione sulla legge contro la violenza sessuale in Senato

Martedì, in Senato, era in programma l’inizio della discussione sulla proposta di legge che modifica il reato di violenza sessuale, introducendo nel codice penale il concetto di consenso. La scelta di trattare e cercare di approvare la norma in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne era simbolica. Tuttavia, poco prima dell’inizio dei lavori, la coalizione di destra in commissione Giustizia ha deciso di rinviare l’approvazione del testo, riporta Attuale.

La richiesta di rinvio è stata avanzata dalla Lega, seguita da Fratelli d’Italia e Forza Italia, e si basa su dubbi riguardo una parte specifica dell’emendamento che modifica l’articolo 609-bis del codice penale. I partiti esprimono disaccordo sull’ultima frase del comma sostitutivo, che stabilisce che «nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente ai due terzi».

Perciò, è stata decisa l’audizione di esperti in commissione Giustizia al Senato, con un rapido ciclo di audizioni. Di fatto, l’approvazione della legge è stata bloccata temporaneamente e rinviata di qualche settimana. In segno di protesta, i politici dei partiti di opposizione hanno abbandonato l’aula.

Attualmente in Italia, la violenza sessuale si verifica quando una persona «con violenza o minaccia o mediante l’abuso di autorità» costringe un’altra «a compiere o a subire atti sessuali». Il codice penale italiano vigente si basa su un “modello vincolato”, dove la costrizione funge da presupposto per i reati sessuali, lasciando in secondo piano il concetto di consenso. Questo approccio è problematico, poiché le aggressioni sessuali commesse senza violenza o minaccia non vengono riconosciute come tali.

Dodici giorni fa, alla Camera, era stato approvato un emendamento alla proposta di legge che stabilisce che chiunque compia atti sessuali «senza il consenso libero e attuale» dell’altra persona possa essere punito con reclusione da sei a dodici anni. Questa modifica è significativa, poiché introduce il consenso nel codice penale italiano come criterio per definire la violenza sessuale. È stata realizzata grazie a un accordo tra la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Nel tardo pomeriggio di martedì, Schlein ha affermato di aver contattato Meloni per sollecitarla a rispettare gli accordi instaurati, così come lei ha proceduto a votare la legge sul femminicidio promossa dal governo. Non ha rivelato la risposta di Meloni, ma ha auspicato che la presidente del Consiglio «faccia rispettare gli accordi».

1 Comments

  1. Incredibile, come si può rinviare una legge così importante proprio in un giorno simbolico! È tempo di mettere il consenso al centro, non di tergiversare. I nostri politici dovrebbero avere il coraggio di affrontare la realtà invece di nascondersi dietro scuse politiche. Cosa ci vuole di più per capire che le vite delle persone sono in gioco?

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