Una giovane studentessa di 27 anni è giunta in aeroporto alle 12:20, precisamente dieci minuti dopo la chiusura dell’imbarco, perdendo così il volo che, poco dopo, è precipitato ad Ahmedabad, riporta Attuale.
Restare bloccati nel traffico genera elevate dosi di frustrazione. La prospettiva di non riuscire a raggiungere l’aeroporto in tempo, e di conseguenza perdere l’aereo, amplifica il rammarico. Questo è quanto ha vissuto anche Bhoomi Chauhan, la studentessa che, il 12 giugno, ha visto sfumare il suo volo. La giovane avrebbe dovuto prendere un Boeing 787 di Air India, che doveva trasportarla a Londra dall’aeroporto di Ahmedabad. Purtroppo, a causa delle “colonne d’auto in fila tra le strade, sono arrivata alle 12:20, dieci minuti dopo la chiusura dell’imbarco”, ha spiegato a Bbc.
Questa situazione le ha costato il viaggio, ma le ha anche salvato la vita. Heer modo infatti di evitare di salire a bordo dell’aereo che, 28 secondi dopo il decollo, è precipitato, impattando con una residenza della facoltà di medicina. Le cause del disastro sono ancora in fase di indagine, ma l’incidente ha provocato la morte di 241 persone tra le 242 a bordo, compresi 230 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio, e altre 50 persone a terra.
La situazione, inizialmente considerata da Bhoomi come una grande sfortuna, si è rivelata invece una benedizione. La giovane aveva già completato il check-in online e le era stato assegnato un posto nella classe economica, il 36 G. Tuttavia, l’intenso traffico le ha precluso la possibilità di occupare quel posto. “Ero molto arrabbiata e ho lasciato l’aeroporto frustrata”, ha poi raccontato. “Ero delusa. Ho così deciso di fermarmi in un bar per bere un tè e nel frattempo ho provato a contattare l’agente di viaggio per ottenere un rimborso. Improvvisamente, ho ricevuto una chiamata: mi hanno informata che l’aereo era precipitato. È stata davvero una mano divina a salvarmi”.