La figlia di Mario Burlò: “Ho pianto per lui tutti i giorni durante la detenzione in Venezuela”

13.01.2026 07:05
La figlia di Mario Burlò: "Ho pianto per lui tutti i giorni durante la detenzione in Venezuela"

Mario Burlò torna a casa dopo 14 mesi di detenzione in Venezuela

Mario Burlò, imprenditore torinese di 53 anni, è stato scarcerato dopo 14 mesi di detenzione in Venezuela, portando gioia nella sua famiglia. La figlia Gianna, visibilmente emozionata, ha raccontato che ha pianto tutti i giorni durante la sua assenza, temendo per la salute del padre e soffrendo ogni volta che c’era un momento di gioia che non poteva condividere con lui. La notizia della liberazione è stata comunicata direttamente dall’ambasciatore italiano, che ha confermato il termine dell’incubo per la famiglia, riporta Attuale.

La comunità di Nichelino ha accolto la notizia con entusiasmo. Gianna e il fratello Corrado, insieme alla madre, hanno condiviso la loro felicità dopo undici mesi di silenzio e ansia. Gianna ha mostrato il suo tatuaggio con il volto del padre, simbolo del suo legame indissolubile, e ha elogiato la generosità e la forza d’animo di Mario. L’avvocato Maurizio Basile ha confermato che Mario sta bene, nonostante le difficoltà affrontate.

Burlò era stato arrestato nel novembre del 2024 in Venezuela, mentre si trovava in viaggio da Caracas a Guasdualito. Secondo i legali, l’arresto è stato considerato arbitrario, e le accuse di terrorismo rimanevano nebulose fino a novembre 2025, quando durante una visita consolare ha appreso del suo rinvio a giudizio. La mancata comunicazione con la famiglia per quasi un anno aveva destato preoccupazione, ma negli ultimi mesi era riuscito a contattarli, aggiornandoli sulle sue condizioni.

Nonostante la liberazione, le questioni legali di Mario non sono finite. In Italia lo attendono un processo per presunti reati fiscali e un altro relativo al crac dell’Auxilium Torino, storica società di basket fallita nel 2019, in cui alcuni co-imputati sono stati recentemente condannati a pene fino a tre anni. La sua udienza è stata rinviata al 17 marzo dopo il fallimento di una rogatoria per una videoconferenza dal Venezuela. Solo pochi giorni fa, Burlò aveva inviato un messaggio tramite l’ambasciatore Giovanni De Vito, esprimendo la sua frustrazione per le condizioni di detenzione e la mancanza di indumenti puliti.

1 Comments

  1. È davvero incredibile come un padre possa essere lontano per così tanto tempo… 14 mesi di angoscia per la famiglia. Spero che ora Mario possa recuperare la sua vita, anche se le sfide legali non sono finite. Ma l’amore della sua famiglia lo aiuterà sempre, ne sono sicura! Certo, le cose che succedono in giro per il mondo sono assurde!!!

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