La fine della Rivoluzione culturale cinese: arresto della Banda dei quattro 50 anni fa

06.10.2026 18:05
La fine della Rivoluzione culturale cinese: arresto della Banda dei quattro 50 anni fa

Il cruento epilogo della Banda dei Quattro e la conclusione della Rivoluzione culturale in Cina

La sera del 6 ottobre 1976, Zhang Chunqiao, Yao Wenyuan e Wang Hongwen furono arrestati uno dopo l’altro nella sede del governo e del Partito Comunista Cinese (PCC) a Pechino, mentre Jiang Qing, l’ultima moglie di Mao Zedong, venne catturata nella sua residenza. Questo evento segnò la fine della Banda dei Quattro, considerata la fazione più estremista del Partito, che aveva sostenuto la Rivoluzione culturale dal 1966 fino alla morte di Mao, avvenuta il 9 settembre 1976, riporta Attuale.

I quattro, legati a una delle fasi più oscure della storia cinese moderna, furono responsabili di rivolte, persecuzioni e epurazioni che provocarono enormi sofferenze e distruzioni in tutto il Paese. Le perdite umane stimate oscillano tra centinaia di migliaia e milioni, un bilancio che evidenzia la brutalità delle politiche di Mao, che miravano a eliminare ogni traccia del pensiero borghese e capitalista dalla società cinese.

Durante questo tumultuoso periodo, Mao Zedong attivò le Guardie rosse, gruppi di giovani portatori del messaggio rivoluzionario che, invece di difendere i valori ideologici, spesso si dedicarono a devastare scuole e tempio. A dispetto delle dichiarazioni iniziali, la Rivoluzione culturale divenne in realtà uno strumento per combattere i nemici interni, con Mao che utilizzò la violenza per consolidare il suo potere in un regime sempre più segnato dalla paranoia.

Con il passare degli anni, Jiang Qing emerse come una figura centrale insieme agli altri membri della Banda. I suoi attacchi viscerali contro rivali politici e la promozione di un’arte rigorosamente controllata rappresentarono un tentativo di instaurare una sorta di dominio culturale e ideologico, ponendosi come il principale censor delle opere teatrali approvate in Cina durante la Rivoluzione culturale.

All’apice della crisi, il potere di Jiang e della Banda fu minacciato dal ritorno di figure politiche come Deng Xiaoping, riabilitato nel 1973. Nel 1974, la Banda avviò la campagna “Critichiamo Lin Biao, critichiamo Confucio” per mirare a Zhou Enlai e Deng, ne avviò un altro tentativo di espulsione.

Dopo la morte di Mao nel 1976, Hua Guofeng, nominato suo successore, approfittò della debolezza della Banda dei Quattro. All’indomani del decesso di Mao, la Banda venne arrestata rapidamente, il che segnò una transizione di potere cruciale e l’inizio della fine della Rivoluzione culturale.

Tra il 1980 e il 1981, si tennero i processi contro i membri della Banda. Jiang Qing, durante il suo processo, continuò a esprimere slogan rivoluzionari, venendo infine condannata a morte. La pena venne commutata in ergastolo e morì nel 1991. Zhang ricevette anch’egli una condanna a morte, trasformata in ergastolo; Wang ottenne un ergastolo diretto, mentre Yao fu condannato a 20 anni di carcere.

Con il declino dell’influenza della Banda, Deng Xiaoping tornò al potere nel 1978, avviando una fase di riforme economiche che trasformarono la Cina in una potenza commerciale globale. Nel 1981, il PCC ripudiò ufficialmente la Rivoluzione culturale, segnando un netto cambiamento nel corso del Paese.

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