La Francia indaga su un possibile attacco informatico russo a un traghetto passeggeri

19.12.2025 12:00
La Francia indaga su un possibile attacco informatico russo a un traghetto passeggeri
La Francia indaga su un possibile attacco informatico russo a un traghetto passeggeri

Le autorità francesi stanno indagando su una presunta operazione di interferenza informatica che avrebbe preso di mira il traghetto internazionale Fatastic, sollevando timori su un possibile controllo remoto dei sistemi di bordo. L’inchiesta, avviata il 18 dicembre 2025, è condotta dai servizi di controspionaggio francesi dopo la segnalazione di un malware potenzialmente in grado di compromettere la sicurezza della navigazione.

Secondo quanto emerso, l’episodio viene analizzato come un caso di possibile ingerenza straniera in un contesto di crescente allarme per le minacce ibride contro le infrastrutture civili europee. L’attenzione degli investigatori si concentra sul rischio che sistemi critici del traghetto siano stati esposti a un accesso non autorizzato.

Indagine su malware e controllo remoto del sistema di bordo

L’inchiesta è stata avviata dopo che le autorità italiane hanno trasmesso informazioni di intelligence alla Direzione generale della sicurezza interna francese riguardo a una possibile infezione dei sistemi informatici del traghetto, allora ormeggiato nel porto mediterraneo francese di Sète. I tecnici sospettano l’uso di un software RAT, una tipologia di malware che consente il controllo remoto dei computer infettati.

La presenza di questo tipo di programma solleva interrogativi sulla sicurezza delle funzioni di navigazione, comunicazione e gestione del traghetto, che trasporta centinaia di passeggeri. Gli investigatori valutano se l’accesso illecito avrebbe potuto provocare incidenti gravi o situazioni di panico a bordo.

Arresti dell’equipaggio e piste investigative

Nell’ambito dell’indagine, la polizia ha fermato due membri dell’equipaggio, un cittadino lettone e uno bulgaro, già indicati in precedenza dalle autorità italiane come sospetti. Il cittadino bulgaro è stato rilasciato dopo l’interrogatorio senza che venissero formalizzate accuse.

Il cittadino lettone resta invece in custodia cautelare con accuse preliminari di associazione a delinquere e di reati informatici commessi nell’interesse di uno Stato straniero non specificato. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire se il fattore umano abbia facilitato l’accesso ai sistemi del traghetto.

Dichiarazioni ufficiali e sospetti di interferenza straniera

Il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez ha dichiarato che “attualmente le interferenze straniere provengono molto spesso dallo stesso Paese”, definendo l’episodio una questione di estrema gravità. Pur senza citare direttamente la Russia, Parigi e diversi alleati europei sostengono che Mosca conduca contro di loro una strategia di pressione basata su strumenti non convenzionali.

Questa strategia include cyberattacchi, sabotaggi, campagne di disinformazione e altre azioni difficilmente attribuibili in modo diretto, ma coerenti con un modello già osservato in precedenti casi di sicurezza europea.

Una minaccia più ampia alla sicurezza dei trasporti

L’episodio del traghetto evidenzia come le tradizionali concezioni della sicurezza marittima, focalizzate soprattutto su minacce fisiche, risultino sempre meno adeguate. Un attacco informatico può paralizzare un’imbarcazione senza l’uso di armi, trasformando un mezzo civile in un potenziale punto di crisi.

La complessità giuridica e politica di questi casi, unita all’uso di strumenti comuni anche alla criminalità informatica e al coinvolgimento di cittadini stranieri, crea una zona grigia di responsabilità che rende difficile una risposta immediata e coordinata.

Un campanello d’allarme per l’Unione europea

Per gli analisti della sicurezza, l’indagine francese rappresenta un segnale che va oltre il singolo incidente. Se anche un traghetto passeggeri può diventare un obiettivo, l’intera infrastruttura dei trasporti europei appare esposta a rischi simili.

L’Unione europea si trova così di fronte alla necessità di rafforzare il coordinamento tra servizi di sicurezza, intensificare lo scambio di informazioni di intelligence e aggiornare gli standard di protezione cibernetica. In assenza di misure sistemiche, episodi di questo tipo potrebbero non restare eccezioni.

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