La guerra in Medio Oriente complica la campagna referendaria di Meloni

08.03.2026 17:25
La guerra in Medio Oriente complica la campagna referendaria di Meloni

Giorgia Meloni in difficoltà con la campagna referendaria dopo l’inizio della guerra in Medio Oriente

Il piano dello staff della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è complicato drasticamente dopo l’inizio delle ostilità in Medio Oriente. Con le Olimpiadi invernali di Milano Cortina e il Festival di Sanremo ormai conclusi, l’intenzione era di iniziare la campagna elettorale per il referendum sulla riforma della magistratura, previsto per il 22 e il 23 marzo. Meloni aveva previsto di rilasciare interviste e aumentare la propria visibilità, utilizzando alcuni casi giudiziari selezionati per convincere gli elettori a sostenere la riforma, riporta Attuale.

Tuttavia, il 28 febbraio, giorno della finale di Sanremo, Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, innescando un conflitto che ha visto bombardamenti sui centri di potere di Teheran e la morte della Guida suprema Ali Khamenei. L’Iran ha quindi risposto con attacchi nei confronti dei paesi del Golfo Persico. Nel frattempo, il ministro della Difesa Guido Crosetto si trovava a Dubai, impossibilitato a tornare in Italia a causa della chiusura dello spazio aereo negli Emirati Arabi Uniti, momento cruciale per la crisi internazionale.

Di conseguenza, il dibattito pubblico ha subito un cambiamento radicale. Meloni ha dovuto rispondere a domande sull’operato di Crosetto a Dubai e sulla posizione dell’Italia riguardo il conflitto in corso. Le interviste programmate si sono concentrate maggiormente sulla guerra, deviando l’attenzione dalla campagna referendaria. Meloni ha incontrato difficoltà nel gestire le critiche dirette sui suoi stessi ministri, i cui comportamenti potrebbero influenzare l’elettorato.

I recenti sondaggi indicano che un’alta affluenza al voto potrebbe invece favorire la vittoria del Sì, l’esito sperato dal governo. Logicamente, quindi, Meloni e i suoi ministri avrebbero dovuto focalizzarsi sull’importanza della riforma della giustizia in questo periodo. Tuttavia, mobilitare l’elettorato risulta complesso in un contesto di guerra che coinvolge diversi paesi e genera ansie economiche, come l’aumento del prezzo dei carburanti e l’eventualità di un uso delle basi italiane da parte degli Stati Uniti.

Luca Ciriani, ministro per i Rapporti col Parlamento di Fratelli d’Italia, ha commentato la situazione, affermando che “con questi venti di guerra e con i rincari della benzina, il referendum è un tema politico sempre più lontano dalla preoccupazione della gente”. Ciriani ha sottolineato che convincere gli elettori a votare diventa sempre più difficile in un contesto così teso e instabile.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere